Con un costo stimato pari a 1,8 miliardi di euro per il 2026 e 2 miliardi di euro per il 2027, viene riproposto il credito d’imposta volto a stimolare gli investimenti produttivi nelle aree ricomprese nella ZES Unica per il Mezzogiorno.
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura variabile in funzione della dimensione dell’impresa e della regione interessata, nel rispetto dei massimali stabiliti dalla Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale 2022–2027 approvata dalla Commissione europea.
| Categoria di impresa | Percentuale massima agevolabile |
| Grande impresa | 25% del costo ammissibile |
| Media impresa | 35% del costo ammissibile |
| Piccola impresa | 45% del costo ammissibile |
L’utilizzo è subordinato alla presentazione di un’apposita comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e all’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione dei beni agevolabili, dei relativi costi e dell’ubicazione dell’investimento.
I beni: devono rimanere nel patrimonio aziendale per almeno cinque anni (tre per le PMI); non possono essere ceduti o destinati a usi diversi da quelli produttivi agevolati; devono essere mantenuti nella stessa unità produttiva per l’intero periodo di vincolo.
Fonte: Edotto day

