Nel 2024 la pressione fiscale raggiunge il suo record nei paesi dell’Ocse, arrivando al 34,1% (+0,3 punti percentuali sull’anno). ”Si tratta del primo aumento dal 2021 e ha portato il rapporto medio tra imposte e pil per i 38 paesi inclusi nel rapporto al livello più alto mai registrato”. Lo scrive l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel dossier ‘Revenue statistics 2025’. Nei paesi Ocse, il rapporto tra imposte e pil varia dal 18,3% in Messico al 45,2% in Danimarca, seguita a breve distanza dalla Francia con il 43,5% e dall’Austria con il 43,4%.
L’Italia si colloca al quarto posto della classifica, con la pressione fiscale che raggiunge il 42,8%, in aumento di 1,3 punti percentuali dal 41,5% del 2023, quando il gettito è stato pari a 889,7 miliardi di euro. Un confronto con l’incasso di pochi anni prima, nel 2010 è stato di 674,5 miliardi, evidenzia un aumento delle entrate di 215,2 miliardi (+31,9%). La pressione fiscale invece, dal 2010 al 2023, è diminuita di 0,2 punti percentuali, grazie alla crescita del prodotto interno lordo. Mentre rispetto al 2000, quando il gettito è stato pari a 498,6 miliardi, l’incermento è stato del 78%. Nello stesso periodo la pressione fiscale è aumentata di 1,4 punti percentuali.
Il rapporto tra imposte e pil è aumentato rispetto all’anno precedente in 22 dei 36 paesi per i quali sono disponibili dati preliminari, è diminuito in 13 paesi ed è rimasto invariato in uno. L’aumento maggiore nel 2024 è stato osservato in Lettonia, il cui rapporto tra imposte e pil è aumentato di 2,4 punti percentuali. Il secondo aumento maggiore si è registrato in Slovenia, dove le entrate fiscali sono aumentate di 1,9 punti percentuali. Il calo maggiore del rapporto imposte/pil invece si è verificato in Colombia, pari a 2,2 punti percentuali; mentre Corea e Norvegia hanno registrato cali superiori a 1 punto percentuale
Nel lungo termine, 31 paesi Ocse hanno registrato rapporti pressione fiscale/pil più elevati nel 2024 rispetto al 2010, con gli aumenti maggiori nella Repubblica Slovacca (7,7 punti percentuali), in Giappone (7,5 punti percentuali) e in Grecia (7,4 punti percentuali). Tra i restanti sette paesi, il rapporto imposte/pil dell’Irlanda è stato inferiore di 6,0 punti percentuali nel 2024 rispetto al 2010, mentre quello dell’Ungheria è stato inferiore di 2,5 punti percentuali.
Il rapporto medio tra gettito fiscale e pil nell’area Ocse è risultato più elevato nel 2024 rispetto al 2010, quando era pari al 31,5% (+2,6 pp). Il rapporto tra gettito fiscale e pil è aumentato in questo periodo in 31 paesi (inclusi i dati del 2023 per Australia e Giappone). Gli aumenti maggiori si sono registrati nella Repubblica Slovacca (7,7 punti percentuali), in Giappone (7,5 punti percentuali) e in Grecia (7,4 punti percentuali); aumenti superiori a 5 punti percentuali sono stati osservati anche in Messico, Lussemburgo
Lettonia, Spagna, Polonia e Islanda.
In sette paesi, il rapporto pressione fiscale/pil è diminuito tra il
2010 e il 2024. Il calo maggiore si è verificato in Irlanda, dal 27,7% nel 2010 al 21,7% nel 2024, dovuto in gran parte a un eccezionale aumento del pil nel 2015. Il secondo calo maggiore si è verificato in Ungheria (2,5 punti percentuali). Nel 2024, le entrate fiscali in termini assoluti sono aumentate rispetto all’anno precedente in 33 dei 36 paesi Ocse per i quali sono disponibili dati, mentre il pil nominale è aumentato in tutti i 36 paesi.

