“Nei Paesi del G7 – recita l’Ocse nel suo ultimo report diffuso in questi giorni – l’inflazione complessiva su base annua è rimasta sostanzialmente stabile al 2,7% ad agosto dopo il 2,6% di luglio. È aumentata di 0,2 punti percentuali in Canada (all’1,9%), Germania (2,2%) e Stati Uniti (2,9%). Al contrario, è diminuita in Giappone (2,7% dal 3,1%), riflettendo un calo dell’inflazione alimentare e un calo ancora più marcato dell’inflazione energetica”.
Secondo l’Organizzazione l’Italia ha segnato 1,6% dall’1,7% (con 4% alimentare dal 3,9% e -4,7% dopo -3,5% per l’energia).
In Francia l’inflazione è stata dello 0,9% dall’1% e in Gran Bretagna del 4,1% dal 4,2%, L’inflazione di fondo è rimasta il principale fattore che ha contribuito all’inflazione complessiva in tutti i Paesi del G7, ad eccezione del Giappone, dove l’inflazione alimentare ed energetica combinata ha avuto un impatto maggiore.
Nell’area euro, l’inflazione su base annua è rimasta stabile ad agosto al 2% per il terzo mese consecutivo. Stabile poi al 3,2% l’inflazione alimentare, il doppio rispetto a gennaio 2025, mentre il calo dei prezzi dell’energia ha rallentato a -2% da -2,4%.
Secondo la stima flash di Eurostat, a settembre l’inflazione complessiva su base annua nell’Eurozona è salita al 2,2%, con un nuovo rallentamento del calo dei prezzi dell’energia, mentre si stima che l’inflazione di fondo sia rimasta stabile. Nel G20 – calcola infine l’Ocse – l’inflazione su base annua è rimasta sostanzialmente stabile al 3,7% ad agosto, dopo il 3,8% di luglio. L’inflazione complessiva è scesa in Cina, dove è negativa a -0,4% dopo 0,0%.
È scesa anche in Argentina, pur restano sopra al 30% (33,6% dal 36,6%) e in Sudafrica (3,3% dal 3,5%), mentre è aumentata in India (3,2% dal 2,7%) ed è rimasta sostanzialmente stabile in Brasile (5,1%), Indonesia (2,3%) e Arabia Saudita (2,3%).

