Prosegue il percorso di attuazione della delega fiscale con il nuovo tassello destinato a ridisegnare l’architettura normativa delle imposte sui redditi. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 luglio il decreto legislativo n. 117/2026, che introduce il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), destinato a entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.
L’obiettivo dell’intervento è quello di razionalizzare e semplificare il quadro normativo esistente, raccogliendo in un unico testo le disposizioni oggi sparse tra il Tuir del 1986 e i numerosi provvedimenti che, nel corso degli anni, ne hanno modificato e integrato i contenuti.
Il nuovo decreto ha natura compilativa: non introduce una riforma organica delle regole fiscali, ma riordina e coordina la normativa vigente, eliminando le disposizioni incompatibili o ormai superate e rendendo più agevole la consultazione delle norme.
Quattro parti e 377 articoli.
Il nuovo Testo Unico è composto da 377 articoli suddivisi in quattro parti. Mentre la parte I attiene al “Regime ordinario” – ed è dedicata alle disposizioni generali, che riproducono principalmente la struttura e le norme del previgente Tuir – la II e la III raccolgono, rispettivamente, le disposizioni speciali e la fiscalità internazionale. Da ultimo, la IV Parte reca le “Disposizioni varie, transitorie e finali”.
In corso d’opera invece a il lavoro di riordino sulle agevolazioni fiscali.

