Il quadro normativo italiano in materia di contratti a tempo determinato è al centro di modifiche con la legge di conversione n. 118/2025 del decreto legge n. 95/2025 (cd. Decreto Economia).
Tra gli interventi normativi di maggiore impatto per il mercato del lavoro spunta la proroga della possibilità di individuazione di causali nei contratti a tempo determinato, prevista dal nuovo comma 6 bis dell’articolo 14 del decreto: tale misura si inserisce nel contesto più ampio degli adeguamenti legislativi in risposta alle esigenze di flessibilità contrattuale manifestate da parte delle imprese italiane, soprattutto in assenza di discipline dettagliate nei contratti collettivi.
Il nuovo comma 6 bis dell’articolo 14 del Decreto Economia dispone una modifica alla lettera b) del comma 1 dell’art. 19 del D.Lgs. n. 81/2015.
In particolare, viene estesa di ulteriori dodici mesi la validità della deroga che consente di superare la soglia ordinaria di durata dei contratti a tempo determinato (pari a dodici mesi) attraverso la stipulazione di contratti motivati da esigenze tecniche, organizzative o produttive.
In assenza di previsioni specifiche da parte della contrattazione collettiva (sia essa nazionale, territoriale o aziendale), le parti possono infatti continuare ad avvalersi di questa modalità contrattuale fino alla nuova scadenza del 31 dicembre 2026.
Dopo tale data, salvo ulteriori proroghe legislative, sarà nuovamente necessario fare riferimento esclusivamente alle causali previste dai contratti collettivi, pena la nullità della clausola di durata eccedente i dodici mesi e la conversione del contratto a tempo indeterminato.
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