Giovani e pensioni, il nuovo scontro generazionale: la ribellione tedesca e la risposta italiana

Nello stesso periodo in cui in Germania il governo Merz ha rischiato di cadere sulla riforma delle pensioni, in Italia il Ministero del Lavoro e il Consiglio Nazionale dei Giovani hanno firmato un protocollo d’intesa dedicato all’educazione previdenziale e alla promozione della previdenza complementare.

Si tratta di due episodi che sembrano distanti ma che, in realtà, raccontano lo stesso retroscena: in Europa la natalità scende e l’età media aumenta causando una sproporzione tra forza lavoro e pensionati.

In Germania la sostenibilità pensionistica diventa un caso politico attuale

Il governo Merz ha presentato al Bundestag una riforma che mantiene fino al 2031 il livello minimo delle pensioni pubbliche al 48% della retribuzione media. Una manovra introdotta per rassicurare l’elettorato più anziano, il cui costo, però, si riverserà inevitabilmente sulle future generazioni (Fonte: Rai News).

Per questo motivo diciotto giovani parlamentari della CDU-CSU, esponenti della federazione giovanile unitaria di questi partiti (la Junge Union) hanno annunciato il loro voto contrario alla riforma portando potenzialmente la già poco stabile maggioranza di governo a non avere i numeri per approvare il testo di legge (Fonte: Il Fatto Quotidiano).

Il provvedimento è stato, comunque, approvato. La quasi totalità degli esponenti della Junge Union, ai quali è stata lasciata piena libertà di voto nonostante la posizione apertamente contraria, ha deciso di sostenere la riforma per fedeltà al partito, riconoscendone l’importanza strategica per la tenuta del governo.

In Italia si punta a prevenire invece che a curare

Solo due mesi prima in Italia prendeva forma un’iniziativa diversa ma volta ad affrontare un problema che ha radici decisamente simili: il Protocollo d’intesa tra Ministero del Lavoro e Consiglio Nazionale dei Giovani.

Non si tratta di una riforma pensionistica ma di un intervento pensato per rafforzare la consapevolezza previdenziale dei giovani ed incentivarne l’adesione alla previdenza complementare. Nello specifico, il protocollo prevede una sezione informativa dedicata sul sito del Ministero con contenuti divulgativi, l’uso di strumenti digitali e la creazione di un portale interattivo con simulazioni personalizzate, campagne e percorsi informativi diffusi tramite la rete delle organizzazioni giovanili membri del Consiglio nonché un assistente virtuale basato sull’IA per rispondere alle domande dei cittadini (Fonte: Il Ministero del Lavoro).

Alla base di questo protocollo c’è la consapevolezza che la pensione, da sola, non sarà sufficiente per le future generazioni.

Due modelli opposti per far fronte allo stesso problema: entrambi evidenziano come la frattura generazionale nei sistemi pensionistici europei sia sempre meno un tabù.

Ciò che accomuna la risposta tedesca e quella italiana è la certezza che, senza un riequilibrio tra sostenibilità e giustizia intergenerazionale, anche i paesi con le economie più solide non saranno in grado di reggere le conseguenze a lungo termine dell’invecchiamento demografico.

E i giovani, come è chiaro, non staranno seduti a guardare.

Edoardo Todrani
La Rocca e Associati S.p.A.

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