16 Luglio 2024

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Gaslighting, come stare alla larga

È facile o no fidarsi delle proprie convinzioni? Quando raccontiamo un fatto accaduto o cerchiamo confronto con un interlocutore (dal partner al proprio datore di lavoro) troviamo sempre il giusto riscontro?

“Non ricordo di questo avvenimento” oppure “le direttive erano chiare fin dall’inizio”. Risposte che possono generare stati di stress, disorientamento e confusione per chi non riesce a imporre la propria versione dei fatti durante una discussione. 

Leggiamo l’articolo firmato da Angela Haupt e pubblicato sul Time “7 Things to Say When Someone Gaslights You” in cui si parla, anzi si scrive  di “Gaslighiting”. Il fenomeno è di interesse mediatico, ma prima di tutto di interesse sociale. “Mental Health”, salute mentale.

Il fenomeno è descritto di forte impatto relazionale in contesti affettivi, lavorativi e familiari. A volte, può degenerare in violenza. Così secondo gli studi della psicoterapeuta Robin Stern e il libro “The Gaslight Effect”. 

Secondo gli studi della Stern, la vittima, il gaslightee, tende a idealizzare il proprio partner, collega o parente fino all’attivazione dei processi di sottomissione. 

Cosa succede nella mente del manipolatore?

 “Il gasligheter ha difficoltà a identificare e esprimere le emozioni, soffre di un forte senso di vulnerabilità, non tollera la possibilità di un disaccorso sul suo modo di vedere le cose”. Parola di accademico. Il professore di filosofia Andrew Spear descrive cosa succede nell’articolo dal titolo “Gaslighing, Cofabulation and Epistemic Innocence”.

Le persone empatiche sono le prime vittime di questo sistema, perché tendono a mettersi sempre “nei panni” del proprio interlocutore anche quando lo stesso racconta una realtà difettosa.

È possibile uscire da una conversazione manipolata?

Dall’ironia ad una pausa riflessiva per mettere in ordine le idee, anche per iscritto. Secondo alcuni studi di psicologia, esistono varie soluzioni per chiudere efficacemente una conversazione con un gaslighter

Per Deborah Gilman, psicologa di Pittsburgh, è importante sempre far valere la propria narrazione, tono di voce deciso contatto visivo sicuro con il proprio interlocutore. 

È necessario “piantare un seme di dubbio nella manipolazione e dimostrare che non siamo facilmente persone influenzabili”.

Lontano dai gaslighter!

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