Secondo l’agenzia, “il debito resterà molto più elevato rispetto ai Paesi comparabili (la mediana dei Paesi con rating “BBB” era al 57,3% nel 2024), ma riteniamo ridotti i rischi in termini di finanziamento e sostenibilità del debito. Lo spread dell’Italia rispetto alle economie core dell’eurozona continua a ridursi, e le sfide esterne (inclusi i timori fiscali in altri grandi Paesi UE) non si sono trasferite sulle condizioni di finanziamento. Il sostegno della Bce (assicurato dal rispetto delle regole fiscali), un mercato del debito liquido e una scadenza media di sette anni contribuiscono a mitigare i rischi”. “Un costante riequilibrio esterno sta portando a un miglioramento del bilancio esterno e a una riduzione delle vulnerabilità.
L’avanzo delle partite correnti ha raggiunto l’1,1% del PIL nel 2024, livello che ci attendiamo venga mantenuto nel 2025-2027, grazie in parte a un miglior bilancio energetico. I settori esportatori affrontano sfide crescenti (i dazi statunitensi sono la minaccia principale), ma una migliore competitività di prezzo e una strategia di diversificazione di lungo periodo forniscono una protezione”, si legge. “La posizione patrimoniale netta sull’estero è migliorata rapidamente, raggiungendo un surplus record del 15,3% del PIL a fine 2024. Il debito estero netto è sceso al 32% del PIL nel 2024 secondo la nostra metodologia, ancora molto al di sopra della mediana dei peer (2,1%) ma al livello più basso degli ultimi vent’anni. Ci attendiamo che il rapporto continui a scendere nel periodo di previsione grazie a dinamiche positive della bilancia dei pagamenti”, sottolinea la nota.

