Euro digitale: economisti, “unica difesa” contro supremazia Usa (Agi)

Più di 60 economisti stanno facendo pressing sui parlamentari dell’Ue affinché sostengano l’euro digitale, avvertendo che qualora il progetto fallisse, l’Eurozona “perderebbe il controllo” della propria moneta e diventerebbe più dipendente dalle aziende statunitensi.

“Un euro digitale forte non è un optional, ma una salvaguardia essenziale della sovranità, della stabilità e della resilienza europee”, sostengono gli economisti, tra cui l’accademico francese Thomas Piketty, in una lettera aperta ai membri del Parlamento europeo in vista dell’audizione del Parlamento europeo sull’argomento prevista per la prossima settimana e visionata dal Financial Times.

Il Consiglio europeo ha sostenuto il piano della Banca centrale europea di lanciare un equivalente elettronico del contante entro il 2029. Tuttavia, spiega il quotidiano della City, non è chiaro se la proposta riceverà il necessario sostegno da parte della maggioranza del Parlamento europeo in un voto cruciale che si terrà alla fine dell’anno.

I 68 firmatari della lettera aperta, tra cui figurano anche accademici europei come il francese Eric Monnet, il tedesco Jan Pieter Krahnen e la londinese Daniela Gabor, affermano che l’Eurozona sia eccessivamente dipendente dai servizi di pagamento digitale con sede negli Stati Uniti, il che la espone potenzialmente a “influenze geopolitiche, interessi commerciali stranieri e rischi sistemici al di fuori del controllo dell’Europa”.

Non solo, ma tredici paesi dell’area dell’euro non dispongono di alcuna opzione di pagamento digitale nazionale, sottolineano gli economisti, e dipendono “interamente da sistemi di carte internazionali” come Visa, Mastercard e PayPal. Senza nominare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la lettera fa riferimento a “recenti sviluppi” che hanno reso tali rischi “piu’ che ipotetici”. “L’Europa perdera’ il controllo sull’elemento piu’ fondamentale della nostra economia: il nostro denaro. Un euro digitale pubblico solido è la nostra unica difesa”, scrivono nella lettera.

Il settore bancario europeo ha esercitato pressioni per ridimensionare il progetto dell’euro digitale. A novembre, 14 dei maggiori istituti di credito della regione, tra cui Deutsche Bank, BNP Paribas e ING, hanno avvertito che l’euro digitale potrebbe minare gli sforzi del settore privato in Europa per competere con i sistemi di pagamento statunitensi.

Il Comitato dell’industria bancaria tedesca, il principale gruppo di pressione bancario del Paese, ha definito i piani della BCE “troppo complessi” e “troppo costosi”, avvertendo che offrono “pochi benefici tangibili per i consumatori”. Ma gli economisti hanno esortato i responsabili politici dell’UE a “resistere alla lobby finanziaria miope”.

La lettera aperta è stata promossa dal think tank accademico Sustainable Finance Lab con sede a Utrecht e dalla banca olandese Triodos Bank, un istituto di credito incentrato sulla sostenibilità che sostiene il piano della BCE. Hans Stegeman, capo economista di Triodos e tra i firmatari della lettera, ha affermato che, a suo avviso, le altre banche temono di perdere una parte consistente dei depositi dei clienti al dettaglio, che attualmente rappresentano una fonte di finanziamento economica e prevedibile. Secondo i piani attuali, ogni individuo potrà detenere fino a 3.000 euro nel proprio portafoglio digitale.

Questo denaro non sarà disponibile come deposito in contanti per le banche del settore privato. “Vogliamo un sistema finanziario al servizio della società e non il contrario”, ha affermato Stegeman, aggiungendo che un sistema pubblico di pagamenti elettronici è una componente importante di tale sistema.

Fonte: AGI

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