Esodati, assegni ponte prorogati fino alla pensione

Platea di lavoratori era a rischio dopo l'incremento dei requisiti pensionistici.

Assegni ponte prorogati fino alla pensione per non avere più esodati. L’Inps, insieme al ministero del Lavoro, corre ai ripari e con una circolare spiega che l’aumento dei requisiti legato alla speranza di vita non lascerà scoperti i lavoratori in uscita anticipata.

“Breve prolungamento degli assegni straordinari, delle isopensioni e delle indennità di espansione per i lavoratori che, a causa dell’incremento dei requisiti pensionistici previsto dalla legge di bilancio 2026, non raggiungerebbero la nuova data di decorrenza della pensione entro il periodo ordinario di esodo”.

Lo chiarisce la circolare Inps n. 41 che risolve il problema di quanti hanno già lasciato il lavoro con accordi di scivolo, isopensione o contratti di espansione e rischiavano di restare senza assegno ponte e senza pensione dopo l’incremento dei requisiti per la pensione: un mese in più nel 2027 e altri due nel 2028. La circolare ammette il prolungamento della prestazione fino alla nuova data di pensionamento, anche oltre il periodo ordinario di durata massima dell’esodo (attualmente fissato in 4, 5 o 7 anni a seconda della tipologia di prestazione).

Sulla vicenda era intervenuta la Cgil, che aveva segnalato una platea potenziale di 55 mila lavoratori a rischio. Il governo aveva poi ridotto la stima a circa 4.900 casi, riconoscendo comunque l’esistenza del problema dei mesi scoperti tra fine dello scivolo e accesso alla pensione.

La circolare introduce anche una specifica tutela a favore di due categorie di lavoratori: coloro che, considerando i requisiti e le stime vigenti fino al 2025, hanno cessato l’attività lavorativa entro il 31 gennaio 2026. Coloro che, già nel 2026, sono interessati dall’allungamento della finestra di decorrenza della pensione in quanto iscritti alle Casse dei dipendenti pubblici Cpdel, Cps, Cpi e Cpug.

L’intervento dell’Istituto di previdenza affronta anche i casi già bloccati: le domande respinte, perché non più in linea con i requisiti, dovranno essere accolte, mentre quelle già chiuse potranno essere riesaminate. La misura punta a risolvere le situazioni di chi, nei primi mesi del 2026, era rimasto senza assegno ponte.

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