Dl Fiscale: cosa cambia ora? (1)

Entra in campo il Decreto Legge Fiscale approvato lo scorso 12 giugno dal Consiglio dei Ministri e di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Nel testo, misure urgenti in campo fiscale,  alcune modifiche alle norme ora in vigore: tra le novità le modifiche relative ai rimborsi per le spese di trasferta dei lavoratori dipendenti e lo stop al cumulo tra i benefici per i lavoratori impatriati e gli incentivi per i ricercatori che rientrano dall’estero e per i neo-residenti.

Le nuove disposizioni, che intervengono in maniera correttiva rispetto a quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2025, assumono particolare rilevanza per i rimborsi effettuati per missioni all’estero. In particolare, viene prevista l’esenzione da imposizione fiscale anche per le spese sostenute all’estero tramite mezzi di pagamento non tracciabili, come il contante — una deroga rispetto alle regole più stringenti previste per le trasferte nazionali.

Tali modifiche avranno effetto retroattivo, a decorrere dal 1° gennaio 2025. I commi 81-83 dell’articolo 1 della Legge 207/2024 (legge di bilancio per il 2025) hanno subordinato i vantaggi fiscali – quali l’esenzione dal reddito o la possibilità di dedurre le spese – alla condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili. Invece il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 giugno stabilisce all’articolo 1 che tale vincolo si applica soltanto alle spese effettuate all’interno del territorio nazionale.

In termini pratici, per rispondere alle criticità evidenziate da aziende e lavoratori, il nuovo provvedimento consente che le spese sostenute per viaggi, pasti e pernottamenti all’estero – anche quando pagate in contanti o con altri mezzi non tracciabili – non siano computate ai fini della determinazione del reddito da lavoro dipendente.

Un’analoga facilitazione viene inoltre riconosciuta per la deduzione di tali costi dal reddito dei lavoratori autonomi e da quello d’impresa.

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