Decisione della Corte di Cassazione enuncia principio importante e sottolinea lo stretto rapporto che esiste tra il ruolo ricoperto in azienda, specie se direttivo, e il peso della condotta tenuta, specie se disciplinarmente rilevante.
La sentenza interviene sulla vicenda innescata dal licenziamento a seguito di fatti disciplinarmente rilevanti di una dipendente con ruolo di direttrice di negozio e il suo ricorso avanzato nei confronti dell’azienda e il licenziamento per giusta causa.
Nello specifico la magistratura ha affermato che il giudice di merito nel valutare un licenziamento disciplinare deve esaminare la condotta del lavoratore non solo con riferimento agli obblighi di diligenza e fedeltà ma anche tenendo conto del “disvalore ambientale” che la stessa condotta potrebbe assumere.
In particolare per “disvalore ambientale” si deve far riferimento a quando la condotta disciplinarmente rilevante può diventare per gli altri lavoratori dell’impresa un modello diseducativo come effetto della posizione professionale rivestita dal dipendente che l’ha commessa.
Per questo la Corte ha ritenuto i fatti commessi dalla dipendente con ruolo direttivo più gravi di quelli che avrebbe potuto commettere un semplice dipendente proprio in virtù del ruolo ricoperto dalla stessa all’interno dell’azienda.
Leggi la sentenza n. 25969/2023.

