Secondo uno studio divulgato nei giorni scorsi il settore lavorativo più ambito dagli italiani ad oggi sarebbe quello dell’IT/servizi digitali (38%), seguito dal marketing (34%). Terza posizione per la comunicazione (30%).
La ricerca è stata divulgata nei giorni scorsi da Assirm, Associazione che riunisce le maggiori aziende italiane che svolgono ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale
In testa alla classifica dei desiderata dei lavoratori italiani ci sarebbe poi, oltre a uno stipendio adeguato, la settimana corta.
Ad oggi la più amata degli italiani. La possibilità di conciliare vita privata e lavorativa non avrebbe prezzo per il 55% degli italiani disposto a guadagnare meno pur di avere un giorno libero in più, con una percentuale che sale in verticale al 62% nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni.
A evidenziarlo la ricerca dal titolo ‘La nuova relazione con il mondo del lavoro’ realizzata da Assirm, per Confindustria Intellect presentata nei giorni scorsi a Milano in occasione del 10° Market Research Forum.
Sul tema della settimana corta, in Italia, già esiste una proposta di legge parlamentare.
La “Four Days Week” è iniziata in Islanda, una delle prime tra il 2015 e il 2019 a testare la settimana di quattro giorni per 35-36 ore di lavoro.
In Gran Bretagna e Spagna sono stati condotti di recente test definiti corposi per numero di imprese dipendenti, il Belgio l’anno scorso ha introdotto la “settimana corta” senza tagliare le ore previo accordo tra datore di lavoro e dipendente. Quattro giorni lavorativi con un periodo di prova di sei mesi.
Cantieri in corso in Svezia, Stati Uniti e Giappone, paesi che stanno sperimentando l’adozione di questa formula lavorativa.

