Nella bozza ultima del c.d. decreto agosto sta emergendo il nodo politico sull’estensione del c.d. divieto di licenziamento. Sembra, infatti, che ci sia un tentativo di attenuare la portata della norma rispetto quanto letto nelle bozze del provvedimento precedentemente diffuse. Come noto l’articolo 46 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, come integrato e modificato dall’articolo 80 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, dispone fino al 17 agosto la preclusione dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo (nonché la sospensione di quelle avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020), oltre il divieto di licenziamento individuale per GMO (giustificato motivo oggettivo).
Quello che si profila con il decreto agosto è un’estensione generalizzata delle preclusioni e sospensioni fino al 31 dicembre 2020. Nella nuova bozza del decreto che sta circolando, però, leggiamo che le preclusioni e sospensioni dei licenziamenti non si applicherebbero, a partire dal 15 ottobre 2020, per i soli licenziamenti per GMO, ai datori di lavoro che non hanno in corso sospensioni o riduzioni dell’orario di lavoro connesso all’utilizzo di ammortizzatori sociali per far fronte all’emergenza da Covid 19. Per gli stessi datori di lavoro rimarrebbe preclusa la possibilità di avvio di procedure di licenziamento collettivo fino al 31 dicembre 2020, nonché la sospensione delle procedura già avviate successivamente al 23 febbraio 2020.
Ricordiamo che trattasi di anticipazioni, in attesa del provvedimento definitivo.
La Redazione
Decreto agosto: il nodo politico del divieto di licenziamento per GMO

