Cinque i criteri utilizzati per individuare possibili criticità: aumento anomalo del volume di importazioni rispetto agli anni precedenti, incremento minimo del 5% nei volumi, calo minimo del 5% nei prezzi, valore medio settimanale delle importazioni superiore a 100 mila euro e presenza di una produzione europea del medesimo prodotto (almeno a livello settoriale).
Tuttavia, i tecnici mettono in guardia da conclusioni affrettate: “Molti aumenti rilevati sono spiegabili con effetti di base”, hanno detto, citando il caso di volumi molto bassi nel 2024 che generano percentuali elevate anche con un incremento modesto.
Le eventuali misure difensive – come dazi antidumping, antisovvenzioni o salvaguardie – prevedono soglie rigorose e, nel caso delle salvaguardie, si applicherebbero indistintamente a tutti i Paesi esportatori.
Una possibilita’ che richiede prudenza, per evitare effetti collaterali su partner commerciali non coinvolti nella deviazione. Sebbene il rischio di una “invasione” di prodotti cinesi rimanga al centro dell’attenzione politica, i tecnici evitano di fare previsioni. “Sappiamo che la capacita’ produttiva cinese e’ molto elevata, ma ogni azione deve basarsi su prove”, hanno ribadito.
Inoltre, il fenomeno della deviazione commerciale richiede tempo per manifestarsi nei dati, soprattutto per motivi logistici e di sdoganamento. Il sistema, basato su una dashboard automatizzata con una mappa grafica, sara’ aggiornato mensilmente. I dati di maggio dovrebbero essere disponibili entro fine mese o inizio luglio. Al momento non vi sono elementi sufficienti per avviare procedure difensive, ma si punta a costruire una serie storica utile a valutare eventuali trend preoccupanti. “Spetta all’industria presentare reclami dettagliati con dati concreti qualora ritenga di essere danneggiata”, ha ricordato un funzionario.
Per ora, il feedback delle associazioni industriali e’ stato positivo. In particolare il settore tessile ha sollevato preoccupazioni relative ai beni di basso valore venduti via e-commerce, che pero’ non sono soggetti a dazio e non rientrano nel perimetro immediato dello strumento, pur essendo comunque monitorati.
Fonte Agenzia di stampa Ansa

