Data Breach. Per proteggersi serve disinstallare le estensioni. Le chat di 8 milioni di persone raccolte ‘per scopi di marketing’

Ricercatori, colpa di alcune estensioni per i browser Chrome e Microsoft Edge.

Le conversazioni di oltre 8 milioni di persone con ChatGpt, Gemini, Claude e altre IA, sono state raccolte a scopo di marketing. La colpa è di alcune ‘estensioni’ per i browser, delle piccole applicazioni che vengono aggiunte alla barra di navigazione dei programmi per avere funzionalità aggiuntive.

La scoperta arriva dalla società di sicurezza Koi, che ha rilevato come questi software, nonostante fossero promossi come “In primo piano” sugli store di Google e Microsoft, ossia validi e sicuri, nascondessero un rischio per la privacy. Il meccanismo prevedeva l’attivazione di una particolare funzionalità delle estensioni capace di memorizzare le chat tra gli utenti e le intelligenze artificiali, riconoscendo l’indirizzo web su cui queste avvenivano.

Analizzando il codice delle estensioni, Koi ha verificato che i dati venivano inviati all’esterno, “per analisi di marketing”, si legge sul blog ufficiale dell’azienda.
Come scrive il portale Arstechnica in un report dettagliato, “anche se un utente attiva alcune misure di protezione, come il blocco degli annunci pubblicitari, la raccolta delle conversazioni continua”.

Stando ai ricercatori, chiunque abbia utilizzato le estensioni Urban Vpn Proxy, (oltre 7 milioni e 30 mila download, la più popolare), Urban Browser Guard (53 mila utenti), Urband Ad Blocker (17 mila utenti), 1ClickVPN Proxy (637 mila utenti), sia per Chrome che per Microsoft Edge, “deve presumere che le proprie conversazioni con ChatGpt, Claude, Gemini, Copilot, Perplexity, DeepSeek, Grok e Meta AI, siano state condivise con terze parti. Domande mediche, dettagli finanziari, codici personali: tutto è stato venduto per scopi di analisi e di marketing”.

Secondo Koi, “l’unico modo per interrompere la raccolta dati è disinstallare completamente le estensioni”.

 (ANSA).

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