La spesa per le pensioni è passata da 320 miliardi del 2024 ai 325 miliardi del 2025, con una crescita nominale del 1,4%, variazione dovuta principalmente all’indicizzazione delle pensioni in rapporto alla variazione dei prezzi al consumo.
Le pensioni previdenziali complessivamente liquidate nel 2025 sono state 834.658, circa 27 mila in meno rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dal Rendiconto sociale Inps presentato in questi giorni dal Civ a Roma.
L’età media più alta per l’accesso ala vecchiaia e anticipata è quella delle donne in Umbria (67 anni) mentre la più bassa è quella degli uomini del Trentino Alto Adige (62,3 anni, seguiti da quelli della Lombardia (63,1 anni) anche grazie all’effetto della significativa presenza in queste regioni di pensioni anticipate basate su carriere contributive lunghe.
I pensionati nel 2025 erano 15.435.694, per il 48,1 uomini e per il 51,9 donne. cc
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