Coronavirus: obblighi e divieti del datore di lavoro. Viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M 9 marzo 2020 contenente ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 applicabile a tutto il territorio nazionale.
Il nuovo quadro normativo, in vigore da oggi 10 marzo 2020, prevede una serie di nuovi obblighi e buone pratiche per i datori di lavoro in materia di tutela e sicurezza sul lavoro e di natura organizzativa.
Il Coronavirus costituisce un nuovo rischio biologico, pertanto il datore di lavoro è tenuto ad aggiornare il documento di valutazione dei rischi (DVR) presente in azienda, provvedendo a individuare le condizioni di svolgimento dell’attività di lavoro dipendente che possono generare pericoli per i lavoratori.
Il datore di lavoro ha la responsabilità di predisporre un piano specifico di prevenzione e protezione, in collaborazione con il medico competente e con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).
Anche il DUVRI, redatto per singoli contratti di appalto, deve essere integrato.
Ogni datore di lavoro deve fornire ai propri lavoratori:
- Un’adeguata informativa con le disposizioni vigenti volte a contenere la diffusione dell’epidemia e il comportamento da attuare in caso di contagio sospetto;
- I Dispositivi di Protezione Individuale, come guanti e mascherine.
I datori di lavoro sono poi obbligati a comunicare alle Autorità Sanitarie qualsiasi dato o informazione utile a gestire le attività di prevenzione, ma non la raccolta di dati sanitari nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali.
All’interno dei locali aziendali e nelle zone accessibili al pubblico devono essere resi disponibili erogatori di soluzioni disinfettanti e deve essere garantita la salubrità dell’ambiente.
Le aziende sono tenute a limitare al massimo l’accesso di soggetti esterni e, laddove possibile, è opportuno ricorrere a prestazioni lavorative in smart working. Tale opzione è esercitabile fino al 31 luglio 2020, anche senza il preventivo accordo con il lavoratore, utilizzando la modulistica semplificata, disponibile nell’apposita sezione sul sito del Ministero del Lavoro.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali è prevista la possibilità di chiedere la CIG ordinaria o l’assegno ordinario o la CIG in deroga, quest’ultima con durata massima pari ad un mese.
Coronavirus: obblighi e divieti del datore di lavoro

