L’attuazione delle sole politiche climatiche attuali potrebbe portare il riscaldamento globale fino a 2,8 gradi. Si tratta di una quota ben superiore rispetto alla soglia di 1,5 gradi stabilita dall’Accordo di Parigi, ma inferiore ai 3,1 gradi previsti lo scorso anno. Questa cifra potrebbe scendere ulteriormente a 2,3-2,5 gradi (contro i 2,6-2,8 del 2024), se venissero applicati gli Ndc, vale a dire i contributi nazionali determinati dall’Onu.
È quanto emerge dall’Emissions Gap Report 2025 dell’Unep, l’agenzia ambientale delle Nazioni Unite. L’analisi è stata realizzata in vista della Cop30 di Belem, l’annuale Conferenza sul clima dell’Onu, che si terrà in Brasile dalla prossima settimana.
Gli esperti rilevano che l’aggiornamento metodologico degli obiettivi nazionali ha consentito di migliorare le stime di 0,1 gradi, compensando i possibili effetti del prossimo ritiro degli Usa dall’Accordo di Parigi. In generale però, nei prossimi anni l’aumento delle temperature dovrebbe superare in media gli 1,5 gradi, con pesanti impatti a livello ecosistemico, economico e di vite umane. “Invertire questa tendenza”, spiega il report, “richiedera’ riduzioni aggiuntive piu’ rapide e piu’ consistenti delle emissioni di gas serra”.
In più, secondo l’Unep, solo 60 Parti dell’Accordo di Parigi – che coprono il 63% delle emissioni di gas serra – hanno presentato o annunciato nuovi target climatici con piani d mitigazione al 2035 entro la scadenza del 30 settembre, un dato che evidenzia mancanze di progressi negli impegni e nell’attuazione.

