L’inflazione nei Paesi Ocse è rimasta sostanzialmente stabile a luglio, attestandosi al 4,1% su base annua contro il 4,2% di giugno. È quanto emerge dal rapporto mensile diffuso oggi dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Dall’inizio della primavera, sottolinea l’Ocse, l’indice dei prezzi al consumo dell’area oscilla in un intervallo ristretto tra il 4,0 e il 4,2%, confermando una fase di rallentamento rispetto ai picchi del 2022 e del 2023. Nell’area euro, l’inflazione misurata dall’indice armonizzato (HICP) è rimasta stabile al 2,0% a luglio, con un lieve aumento dei prezzi alimentari e un rallentamento del calo dell’energia. Secondo le stime flash di Eurostat, ad agosto il dato è salito di un decimo, al 2,1%.
Rispetto al dicembre 2019, cioè al pre-Covid, l’inflazione cumulativa ammonta al 34,5%. A luglio, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato in 10 paesi, segnando l’incremento maggiore, pari a 0,6 punti percentuali, in Slovenia. L’indice è diminuito in 12 paesi Ocse, con cali di oltre 0,5 punti in Messico Polonia e Turchia. I restanti 16 paesi hanno registrato un’inflazione stabile o sostanzialmente stabile.
La Turchia è stata nuovamente l’unico paese Ocse a registrare un’inflazione a due cifre (33,5% dal 35%), mentre il Costa Rica è l’unico a registrare una deflazione (per il terzo mese consecutivo), pari allo -0,6% a luglio. Nei paesi del G7, l’inflazione complessiva e quella di fondo (esclusi alimentari ed energia) sono rimaste stabili rispettivamente al 2,6% e al 3% a luglio. L’inflazione complessiva è diminuita di 0,2 punti percentuali in Canada e in Giappone, grazie al rallentamento dell’inflazione energetica che ha più che compensato l’aumento dell’inflazione alimentare.
Negli altri paesi del G7 è rimasta stabile o sostanzialmente stabile. L’Italia ha segnato 1,7% come a giugno e il dato cumulativo dal dicembre 2019 è del 19,8%. Nell’area euro, l’inflazione su base annua è rimasta stabile al 2% a luglio e in base alla stima flash di Eurostat ad agosto è stata del 2,1%.
Nei paesi del G20, l’inflazione su base annua è rimasta sostanzialmente stabile al 3,8% a luglio rispetto al 3,9% di giugno. L’inflazione complessiva è aumentata in India (2,7% dal 2,5%), Indonesia (2,4% dall’1,9%) e Sudafrica (3,5% dal 3%), mentre è diminuita in Argentina, pure restando sopra al 35% (36,6% dal 39,4%), Brasile (5,2% dal5,4%) e Arabia Saudita (2,1% dal 2,3%. In Cina, l’inflazione complessiva ha continuato a oscillare intorno allo zero (0,0% da 0,1%).
Fonte: RADIOCOR

