17 Luglio 2024

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A Peppino Impastato. “Onda pazza” è per sempre

Divisivo: “che crea divisioni o contrapposizioni, impedendo di preservare o di raggiungere un’unità di punti di vista e di intenti” (treccani.it). Questa è la definizione dell’aggettivo, che spesso si sente usare accanto a un argomento o una persona considerata scomoda. Mai mi sarei immaginato che un giorno avrei sentito quell’aggettivo utilizzato accanto al nome di Peppino Impastato, soprattutto da dei ragazzi che vengono dagli stessi territori in cui Peppino è vissuto.

Quello di cui parlo questa settimana è la vicenda dell’intitolazione del Liceo del comune di Partinico (PA). Tutta la faccenda è balzata agli onori della cronaca per lo schiacciante verdetto della consultazione degli studenti del liceo interessato, che con 797 voti su circa 1.300, hanno respinto l’intitolazione del liceo a Peppino.

Il risultato, come riportano i giornali, viene commentato dai rappresentati di istituto degli studenti (contrari in blocco all’intitolazione), motivandolo con la necessità di trovare un nome meno divisivo.

Divisivo Peppino Impastato?

Divisivo chi è stato ammazzato dalla mafia perché aveva il coraggio di lottare un sistema di potere che soffocava una terra intera?

Se questa è la conclusione a cui gli studenti sono arrivati, è evidente che di fondo c’è un problema. Il problema è non capire che divisivo non è sinonimo di sbagliato. Se siamo qui oggi, a godere delle nostre libertà è perché la nostra storia è costellata di eroi che si sono ribellati di fronte a comportamenti sbagliati, creando inevitabilmente delle contrapposizioni per il cambiamento. Alla base di quella lotta di cambiamento c’era spesso una passione politica, uno schieramento, che oggi sembra il filtro principale con cui rileggere quelle storie. Ed ecco che oggi la lotta di Peppino Impastato, considerato uno dei simboli contro la mafia, viene rubricata come lotta di una parte politica e non valore universale positivo per tutta la società.

Rileggere ora il comportamento di Eroi come Peppino che, forti delle proprie convinzioni, si sono battuti contro idee sbagliate, e definire quei comportamenti divisivi appare una puerile e irrispettosa semplificazione.

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