Lavoratori svantaggiati nell’impresa sociale: chiarimenti sul computo

Lavoratori svantaggiati nell’impresa sociale. Come noto il d. lgs. 112 del 3 luglio 2017 definisce la nozione d’impresa sociale come quella società che “esercita in via stabile e principale una o più attività d’impresa di interesse generale per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”.

Tra le caratteristiche individuate dal legislatore per rinvenire la caratteristica d’impresa sociale, il d. lgs. 112/ 2017 all’articolo 2 comma 4, prevede che possano fruire della suddetta accezione anche le imprese che occupano una percentuale “non inferiore al trenta per cento dei lavoratori” appartenenti alle seguenti categorie:

  • Lavoratori molto svantaggiati, così come definiti dal reg. UE 651/ 2014;
  • Persone svantaggiate o con disabilità, tra i quali possiamo individuare a scopo illustrativo: persone senza fissa dimora, richiedenti protezione internazionale.

Chiarimenti

Il Ministero del Lavoro con la nota n. 4097 del 3 maggio 2019 fornisce chiarimenti in merito alle modalità di calcolo delle suddette categorie. Nello specifico, il Ministero del Lavoro, fornisce la propria interpretazione in merito: alle modalità di conteggio e alla base di computo sulla quale effettuarlo.

Il Ministero del Lavoro, in merito alle modalità di computo dei suddetti lavoratori, partendo da quanto già affermato in precedenza in merito alle cooperative sociali di tipo b) e vista la ratio legis della norma in commento, individua nel conteggio “per teste” lo strumento più corretto per l’esecuzione del computo.

In merito alla base di computo, il Ministero del Lavoro sulla base di una interpretazione sistemica e della circolare INPS n. 188 del 17.06.1994, afferma che “le persone cosiddette svantaggiate non concorrono alla determinazione del numero complessivo dei lavoratori (…) cui ci si deve riferire per la determinazione dell’aliquota”. Quindi, la percentuale “non inferiore al trenta per cento dei lavoratori” prevista dalla disposizione non andrà conteggiata sul totale dei lavoratori come somma dei lavoratori svantaggiati e non svantaggiati.

L’interpretazione ministeriale ha lo scopo di garantire la minore penalizzazione possibile per i lavoratori appartenenti alle suddette categorie, in un’ottica d’integrazione di quest’ultimi.

In Primo Piano

Continua a leggere

Aumentano le morti sul lavoro nell’UE

Bruxelles – Nel 2024 sono morte 3.367 persone in incidenti sul lavoro nell’Unione europea, 45 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’1,4 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati di Eurostat, secondo cui nello stesso anno...

Minacce e attacchi informatici sul posto di lavoro per tre lavoratori su quattro nell’UE

Bruxelles – Tre dipendenti su quattro nell’Unione europea si sono scontrati con e-mail, messaggi o link sospetti sul luogo di lavoro. Sono i dati che emergono da un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi (30 settembre) dalla Commissione europea. Condotto...

How is the Mediterranean changing?

Spanish scientists and researchers from Europe and the US compiled data from 46 oceanographic campaigns carried out between 1976 and 2018 to study changes in the Mediterranean and the impact of climate change. Temperature, oxygen, pH, carbon and even the...