Economia immigrazione, ecco i dati sui permessi di lavoro nella Ue

Report permessi di lavoro e immigrazione nella Ue. Permessi di lavoro al top nei paesi dell’Est Europa. In Italia, risulta dal report, meno dell’1% degli ingressi per lavoro riguarda professioni di alta qualifica. 

Lo scrive Valentina Melis – Immigrati, 3,82 milioni di permessi in Europa – nell’anticipazione che Il Sole 24 Ore offre con i dati elaborati dalla Fondazione Leone Moressa in vista del prossimo Rapporto sull’Economia dell’immigrazione.

Sono 3,82 milioni i permessi di soggiorno rilasciati nel 2025 dai Paesi della Ue a cittadini non comunitari. Rispetto al 2019, l’aumento è di quasi il 28 per cento.

Un terzo dei permessi (1,26 milioni) e  legato a motivi di lavoro, con una quota variabile nei vari Paesi, anche in base alla maturita  e alla intensita  del fenomeno migratorio, mentre il 28,3% e  rilasciato per motivi familiari (ad esempio per ricongiungimenti). Se si rapportano i dati alla popolazione, si scopre che l’incidenza media dei nuovi rilasci ogni mille abitanti e  dell’8,5 (ampiamente superata dal Portogallo, al 28,9), mentre quella dei permessi per lavoro e  del 2,8 (superata a Cipro, in Portogallo, e nei Paesi dell’Est Europa).

I nuovi permessi di soggiorno rilasciati nella Ue a cittadini extracomunitari per motivi di lavoro hanno superato stabilmente il milione negli ultimi anni, con l’eccezione del 2020, anno della pandemia di Covid-19, quando si fermarono a 930mila. Nei Paesi dell’Est prevale nettamente la quota di immigrati che arriva per trovare un’occupazione: i permessi per lavoro sono il 93% in Croazia e superano il 70% in Romania, Portogallo e Lituania.

L’incidenza supera il 50% in Polonia, Ungheria, Slovacchia, Svezia, Cipro e Bulgaria. All’estremo opposto si trovano alcuni grandi Paesi dell’Europa occidentale: in Francia i permessi per lavoro sono il 13,5%, Italia il 13,2%, in Austria 12,8% e in Belgio il 10 per cento.

La distanza dalla media Ue si spiega in parte con il fatto che il percorso migratorio verso questi ultimi Paesi ha una storia piu  lunga, e che quindi agli stranieri arrivati in passato per trovare un impiego si ricongiungono successivamente le famiglie. […]

I permessi di soggiorno rilasciati in Italia nel 2025 sono stati complessivamente 433mila, in crescita di oltre l’80% rispetto ai 238mila del 2019.

Il principale canale di ingresso resta quello familiare (40,8% dei titoli), seguito da asilo e altri motivi (37,5%). Il lavoro rappresenta come detto il 13,2%, con 57.362 permessi.

L’incremento delle quote per l’ingresso di lavoratori extraeuropei disposto con gli ultimi decreti flussi a partire dal 2023 non ha ancora dispiegato completamente i suoi effetti sull’aumento effettivo dei permessi rilasciati, data anche la lunghezza delle procedure per arrivare dai click day al rilascio del titolo di soggiorno.

Il flusso migratorio diretto in Italia proviene soprattutto da Asia, Nord Africa e Balcani: i primi Paesi d’origine degli immigrati che hanno ottenuto un permesso l’anno scorso sono il Bangladesh, il Marocco, l’Egitto, l’India e l’Albania.

La Spagna […] è il primo Paese della Ue per numero di permessi di soggiorno rilasciati nel 2025: sono stati 635.438, quasi raddoppiati rispetto al 2019. Il 18% dei titoli e per lavoro, e i primi Paesi di provenienza dei beneficiari sono Colombia, Marocco, Venezuela, Peru , seguiti da altri Paesi del Centro e Sud America.

 Il ministero spagnolo dell’Inclusione, della previdenza sociale e delle migrazioni ha fatto sapere, dopo la chiusura delle domande di regolarizzazione, il 30 giugno scorso, che l’87% degli stranieri che hanno presentato domanda e  in eta  lavorativa ed entrera  nel mercato del lavoro «contribuendo alla prosperita  del Paese».

Per numero di permessi ai cittadini extra Ue rilasciati nel 2025, dopo la Spagna arriva la Germania, con 605.292 titoli, in aumento del 42% rispetto al 2019. «Per la Germania – spiega Enrico Di Pasquale, ricercatore della Fondazione Leone Moressa – i primi Paesi di provenienza degli immigrati si confermano Siria e Turchia, che presentano una componente molto alta di ricongiungimenti familiari. Per Siria e Afghanistan – aggiunge – e  molto alta, ancora, la quota di richieste d’asilo». […] In Italia, invece, meno dell’1% degli ingressi per lavoro riguarda professioni di alta qualifica. 

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