Tendenze. Workcation  (2)

Il lavoro flessibile, infatti, da trend passeggero è diventato ormai una realtà consolidata, come dimostra la nuova ricerca globale di Iwg, secondo la quale più della metà dei lavoratori (51%) dichiara che la propria azienda offre già politiche di lavoro agile, mentre il 90% degli stessi afferma che «la possibilità di lavorare ovunque da remoto ha migliorato il proprio equilibrio tra vita privata e professionale», ovvero la cosiddetta «work-life balance» (anglicismo che indica l’equilibrio tra vita e lavoro), mentre l’80% nota anche un aumento della produttività.

Napoli è entrata direttamente al settimo posto della classifica globale, posizionandosi davanti a metropoli storicamente più blasonate in ambito come, ad esempio, Lisbona e Seul. La città partenopea ha raggiunto punteggi eccellenti grazie a costi competitivi per i lavoratori da remoto, e valutazioni altrettanto importanti per l’accessibilità degli alloggi (6.5), per l’imbattibile rapporto qualità-prezzo del cibo (8.5) e l’efficienza dei trasporti (8). Risultati notevoli ai quali si unisce la straordinaria offerta culturale della città (9), un parametro decisamente influente per la stima finale e al quale fa da ciliegina sulla torta la vicinanza a bellezze naturali uniche (8).

E’ un concentrato di valori che rende il capoluogo campano uno dei luoghi ideali per le persone che cercano il perfetto equilibrio tra produttività e tempo libero. Napoli si attesta quindi tra le mete più ambite in un mondo del lavoro da remoto che sta cambiando radicalmente anche il settore turistico: quasi la metà dei lavoratori (48%) ha infatti in programma di prolungare una vacanza lavorando in smart working nel corso del 2026, e il 46% si dice addirittura più propenso a farlo rispetto allo scorso anno. Tra le motivazioni principali che spingono verso la workcation, spiccano, inoltre, la prevenzione del burnout e il supporto al benessere psicofisico (54%), il desiderio di trascorrere più tempo con amici e familiari (53%) e la necessità di far durare di più i giorni di ferie (52%).

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