Definire criteri condivisi per la misurazione della rappresentanza datoriale, rafforzare la trasparenza della contrattazione collettiva e individuare il contratto da assumere come riferimento per determinare il salario giusto. Sono questi gli obiettivi dell’intesa sottoscritta da quattordici associazioni datoriali: AGCI, ANIA, Casartigiani, CLAAI, CNA, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi — la Confederazione formata da Utilitalia e Asstra — e Legacoop.
Il documento, sottolinea un comunicato diffuso ieri da Confindustria, disciplina la misurazione della rappresentanza sia ai ϐini istituzionali sia nell’ambito della contrattazione collettiva. Si stabiliscono i criteri per individuare il contratto collettivo da prendere a riferimento nella deϐinizione di trattamenti economici adeguati, tenendo conto della tipologia dell’impresa e del settore di attività.
Per individuare le organizzazioni datoriali dotate di effettiva rappresentatività, sono tre gli indicatori “qualitativi”: la presenza storica e continuativa dell’organizzazione nel sistema delle relazioni industriali; la partecipazione a organismi di rappresentanza europea riconosciuti nell’ambito del Comitato economico e sociale europeo; la presenza nel proprio sistema di contrattazione collettiva degli istituti strutturati, volti a disciplinare e sostenere forme di welfare contrattuale, integrative rispetto al sistema pubblico.
I datori identificano poi “un criterio quantitativo”, basato sul numero di dipendenti che vedono regolato il proprio rapporto dalla contrattazione del settore rappresentato, tenendo in considerazione la tipologia di impresa e l’ampiezza dei settori produttivi di riferimento della confederazione, qualora le tematiche trattate nei tavoli istituzionali abbiano natura trasversale. Per quanto riguarda la rappresentatività ai ϐini della contrattazione, l’accordo riconosce gli stessi criteri qualitativi, ma anche dei parametri “oggettivi e quantitativi” in coerenza con il decreto Primo maggio, che individua il Trattamento economico complessivo (Tec) del Ccnl di riferimento, ancorandolo al principio del “salario giusto”.

