Imperfetti (e) sconosciuti

Non sono pensionati, non sono studenti. Nemmeno Neet. Sono gli oltre 2,4 milioni di uomini italiani che non lavorano né cercano lavoro. Fuori mercato per scelta, per necessità o per costrizione. Lo scrive Serena Coppetti in "Uomini senza lavoro: un 50enne su quattro fuori dal mercato e a carico dei genitori Ma c'è chi sceglie di restare inattivo" – Il Giornale.

“Sono uomini adulti, spesso nel pieno dell’età lavorativa, fuori dal mercato per scelta, per necessità o per costrizione. Quasi 800mi1la hanno tra i 35 e 54 anni, 600mila sono addirittura più giovani, tra i 25 e 34 anni. Ma la fetta più grossa nella «torta» degli uomini inattivi è tra quelli più maturi: è a casa il 25,3% dei 55-64enni seguito dal 17,8% dei 25-34enni, ma c’è anche un 8,2% dei 35-44enni e 1’8,9% dei 45-54enni. Eppure, quasi non esistono nel dibattito pubblico, concentrato quando si tocca questo tema, solo su giovani e donne. Chi sono? Come vivono? Perchè non hanno un lavoro? Come sopportano questo loro estraniamento in una società in cui il ruolo maschile è ancora fortemente identificato dal ruolo professionale?”.

“UOMINI INVISIBILI E (anche) da queste domande che è partita la ricerca «(Im)perfetti sconosciuti» promossa dall’Università Cattolica, coordinata da Laura Zanfrini, docente di Organizzazioni, persone persone, sostenibilità e cittadinanza d’impresa”.

Abbiamo voluto spostare lo sguardo su una categoria che rischia di essere anche più invisibili delle donne», spiega Zanfrini. Quella del maschio adulto considerata «centrale» e «vincente» nella società. Per anni abbiamo parlato della rivoluzione incompiuta delle donne”.

“Discriminazioni salariali, carriere interrotte dalla maternità, difficoltà a conciliare lavoro e famiglia, figli prima e genitori anziani dopo. Questa ricerca sposta il focus e diventa complementare. Per gli uomini il lavoro rappresenta uno status. Il «chi sei» spesso si identifica in «cosa fai». Il fallimento professionale non è concesso.

Tanto è vero che «quando ci sono le crisi economiche, la maggior parte dei suicidi riguarda gli uomini non le donne – fa notare Zanfrini – Le aspettative di successo sono più pesanti per l’uomo adulto rispetto a donne e giovani». Per questo mettere una lente di ingrandimento sull’inattività maschile «diventa un sistema per osservare le trasformazioni profonde della società». “La ricerca individua cinque profili.

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Uomini invisibili: la ricerca Inapp (2)

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