Il Consiglio dei ministri “ha approvato in prima lettura il decreto legislativo in materia di giustizia tributaria. Si tratta del diciannovesimo provvedimento attuativo della legge delega per la riforma”. Ad annunciarlo il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo. “Dopo il concorso che ha visto il reclutamento dei primi 173 magistrati tributari, il decreto legislativo ha lo scopo di dare un inquadramento completo alla magistratura tributaria, ponendola su un piano di piena parita’ con tutte le altre magistrature”, spiega Leo, che conclude: “Una giurisdizione fiscale autorevole, indipendente e affidata a magistrati specializzati nella materia tributaria e’ la migliore garanzia di un rapporto equilibrato tra fisco e contribuente e di un contenzioso piu’ rapido e qualificato. E’ un tassello essenziale di una riforma che stiamo portando a termine con coerenza e serieta’”.
Il testo introduce una disciplina organica sullo stato giuridico dei magistrati tributari, regolando dimissioni, aspettative, trasferimenti e incompatibilità. Il trasferimento d’ufficio potrà avvenire anche quando il magistrato ”non può svolgere, nella sede occupata, le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità”.
Ampio il capitolo dedicato alla responsabilità disciplinare. Vengono tipizzati gli illeciti, tra cui ”la grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile”, ”l’emissione di provvedimenti privi di motivazione” e il ”grave e ingiustificato ritardo” nel compimento degli atti. Le sanzioni vanno dall’ammonimento alla rimozione. L’articolo 2 contiene invece norme di coordinamento e aggiorna varie leggi per includere i magistrati tributari accanto a quelli ordinari, amministrativi, contabili e militari, intervenendo su pubblico impiego, anticorruzione e contratti pubblici.
Il terzo articolo demanda invece a un successivo decreto legislativo il riassetto della geografia giudiziaria tributaria. Il testo prevede la ”rideterminazione delle sedi delle corti di giustizia tributaria”, anche con ”la possibile competenza interprovinciale delle corti di primo grado”, oltre alla revisione delle sezioni staccate delle Corti di secondo grado, della pianta organica e del numero massimo di magistrati collocabili fuori ruolo.
lo schema di decreto legislativo sulla riforma della giustizia tributaria. Il provvedimento, composto da tre articoli, introduce il ruolo unico nazionale dei magistrati tributari, rafforza le norme su incompatibilità, trasferimenti e procedimenti disciplinari e avvicina lo status dei magistrati tributari a quello delle altre magistrature.
L’articolo 1 modifica il decreto legislativo 545 del 1992 e il Testo unico della giustizia tributaria del 2024. Tra le novità principali c’è l’istituzione del ”ruolo unico nazionale dei magistrati delle corti di giustizia tributaria”, pubblicato annualmente dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Prevista anche la possibilità di aumentare i posti assegnati nei concorsi, attribuendo agli idonei ”un numero di ulteriori posti non superiore al doppio del decimo di quelli messi a concorso”.
‘Manca un omnibus su cui stiamo lavorando. Il mio obiettivo e’ di raccogliere tutte le disposizioni, anche grazie ai suggerimenti che possono venire dagli addetti ai lavori, inserirle in questo Omnibus, vedere le compatibilita’ finanziarie e poi fare una cosa che, secondo me e’ epocale, mai stata fatta dall’Unita’ di Italia d’oggi’, cioe’ ‘il Codice tributario’. Cosi’ il viceministro dell’Economia e delle finanze, Maurizio Leo, a margine del Festival dell’economia di Trento, a chi gli chiedeva le prossime tappe della riforma fiscale. Riforma rispetto alla quale, ad oggi, ‘siamo a 28 provvedimenti, 24 gia’ in Gazzetta Ufficiale e 4 gia’ in prima lettura in Consiglio dei ministri’.

