I dati contenuti nel database comunitario sono relativi a tutti gli Stati membri dell’Unione europea inclusi gli aggregati a livello Ue-27 e quelli dell’area euro, ovvero l’Islanda e la Norvegia.
Secondo l’ultimo comunicato pubblicato dalla Commissione europea, i Paesi comunitari hanno riscosso, nel 2024, 7.100 miliardi di euro di tributi, registrando un aumento significativo del 5,6% rispetto al 2023. Questo indicatore macroeconomico è utilizzato dal Gruppo di lavoro sui conti nazionali di Eurostat, definito nel giugno 2001 come Totale delle entrate derivanti da imposte e contributi sociali obbligatori effettivi, compresi quelli a carico del governo in qualità di datore di lavoro.
L’importante ripresa delle entrate fiscali, accompagnata da un contestuale aumento del Prodotto interno lordo nominale (4,4% nel 2024), ha parzialmente sterilizzato la crescita del rapporto entrate fiscali/Pil determinandone un modesto innalzamento dal 39,0% nel 2023 al 39,4% nel 2024.
Nel dettaglio, la Danimarca (45,2%), la Francia (43,5%) e l’Austria (43,4%) hanno registrato il valore più rilevante nell’Ue-27, mentre l’Irlanda (21,7%), la Romania (27,9%) e Malta (28,8%) hanno, di contro, riportato le aliquote più basse.
Complessivamente, le imposte sul lavoro rappresentano, nel periodo considerato, il 51,5% del totale delle entrate fiscali dell’Ue-27 (in aumento rispetto al 51,1% del 2023) mentre quelle sui consumi (26,8%) e sul capitale (21,6%) sono diminuite leggermente.
Per quanto concerne la puntuale composizione settoriale delle entrate fiscali, nel 2024 le imposte:
- sul lavoro (inclusi i contributi sociali) sono cresciute del 6,6% in termini nominali, trainate dall’aumento degli stipendi e da un mercato del lavoro stabile;
- sui consumi sono aumentate del 5,0%;
- sul capitale hanno registrato una crescita p
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