Lavoro: a donne 4 posti fissi ogni 10

Le lavoratrici assicurate all’Inps sono 11,6 milioni, il 43% del totale dei lavoratori, dipendenti e autonomi, pari a 26,6 milioni, ma i contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato riguardano le donne solo per il 40,4%, mentre la percentuale sale al 47,6% per i contratti a tempo determinato e al 49,7% per i contratti stagionali.

Ancora piu’ evidente e’ il divario analizzando il dato dei contratti a tempo parziale: in questo caso il 67,2% degli assicurati e’ donna, vale a dire che il 44,2% delle iscritte all’Inps ha un contratto a tempo parziale, a fronte del 15,4% degli uomini. Lo scrive il Presidente del Civ dell’Inps, Roberto Ghiselli, in un’analisi pubblicata dalla Rivista delle Politiche sociali.

Le lavoratrici extracomunitarie sono il 38,2% sul totale degli extracomunitari e questo rapporto, nel corso degli ultimi anni, ha visto un andamento ciclico, con una crescita della componente maschile nell’ultimo periodo, essendosi incrementata la manodopera manifatturiera, riducendosi pertanto il peso del lavoro di cura che era percentualmente piu’ rilevante negli anni passati. In termini di flussi, le immigrate giunte in Italia nel 2013 erano 134.411 rispetto a 114.000 immigrati, nel 2023 il rapporto si e’ capovolto con 118.970 immigrate e 132.567 immigrati.

Per quanto riguarda l’incidenza della componente femminile nel mercato del lavoro per fasce di eta’ e’ importante rilevare che il tasso piu’ alto di occupazione per le donne si raggiunge nella fascia di eta’ 35-49 anni con il 67%, come anche per gli uomini ma in questo caso con un tasso dell’87,4%, ben 20,4 punti percentuali in piu’. Specularmente, in questa fascia d’eta’ le donne inattive sono il 28% mentre gli uomini solo l’8,2%.

Preoccupante il dato relativo alle nuove assunzioni, in quanto nel 2024 le donne assunte a tempo indeterminato sono state solo il 36,7% del totale mentre rappresentano il 63,3% delle assunzioni a termine. A conferma del fatto che le donne in rilevanza sono quelle impiegate in attivita’ discontinue o stagionali, si rileva che nel 2024 le domande accolte di Naspi, su un totale di 2.267.212, hanno riguardato le donne nella misura del 53%.

Permane una forte differenza anche nelle assunzioni con contratto a tempo parziale, nel 2024 le donne erano il 56,9%, dato sostanzialmente stabile negli ultimi 2 anni. Importante notare che le assunzioni a tempo parziale per le donne sono il 37,4% nella fascia d’eta’ fino a 29 anni, per poi crescere al 43,6% nella fascia 30-50 e scendere al 19% oltre i 50 anni. Una traiettoria diversa invece per gli uomini che dal 45,7% nella fascia d’eta’ fino a 29 anni, scendono drasticamente al 37,2% nella fascia 30-50 e ancora al 17,2% oltre i 50 anni.

La forma del contratto a tempo parziale per gli uomini incide soprattutto nella prima fase del percorso lavorativo mentre per le donne si rafforza soprattutto nella fascia d’eta’ corrispondente alla nascita e alla cura dei figli.

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