Dazi, Greer: Nuova indagine sui Paesi con surplus, c’è anche la Ue con Cina e India  (Gea)

Dopo che la Corte Suprema ha bocciato i dazi imposti sulla base della legge Ieepa (International Emergency Economic Powers Act), il presidente Trump ha già fatto ricorso a un’altra legge per imporre il 10% a tappeto per 150 giorni; poi è necessaria l’approvazione del Congresso. Come riporta il Corriere della Sera, ieri è partito il passo successivo: il rappresentante Usa per il commercio Jamieson Greer ha annunciato un’indagine per identificare “atti, politiche e pratiche da parte di alcune economie, relativi all’eccesso di capacità strutturale e di produzione”. 

Greer ha elencato i Paesi sotto indagine: “Cina, Unione europea, Singapore, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Malaysia, Cambogia, Thailandia, Corea, Vietnam, Taiwan, Bangladesh, Messico, Giappone, India”. 

Greer ha spiegato che gli Stati Uniti vorrebbero concluderla prima dello scadere dei 150 giorni (previsti dalla sezione 122 di quella stessa legge) per imporre i dazi globali del 10%, cioè il 24 luglio. “La politica commerciale del presidente resta la stessa: proteggere i posti di lavoro americani e assicurare un commercio equo con i nostri partner. 

La politica resta la stessa anche se gli strumenti che usiamo cambiano a seconda delle decisioni dei tribunali e di altre circostanze”, ha detto Greer.

 “La nostra visione è che alcuni nostri partner commerciali chiave hanno sviluppato una capacità di produzione svincolata dagli incentivi di mercato della domanda interna e globale ha aggiunto -. Questa capacità in eccesso porta alla sovrapproduzione, a persistenti surplus commerciali, ad una capacità industriale sotto-utilizzata. C’è una varietà di ragioni per cui queste condizioni possono verificarsi… inclusi sussidi, salari compressi, attività non commerciali di imprese statali, barriere di mercato che impediscono l’ingresso di prodotti esteri, protezioni inadeguate dell’ambiente o dei lavoratori, prestiti sovvenzionati…”.

Fonte: GEA – Green Economy Agency

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