L’Italia infatti, si colloca al venticinquesimo posto in Europa per incidenza dei salari sul Pil con appena il 28,9%, contro il 44,9% della Germania, il 38%della Francia e il 37,1% della Spagna. “Un divario – si legge nella ricerca .- che dura da trent’anni e che si è cristallizzato in un equilibrio al ribasso persistente nel tempo”. Ad aggravare il quadro c’è l’andamento demografico. Tra il 2025 e il 2050 la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) si ridurrà di 7,7 milioni di unità, pari a una contrazione del 20,5%, da 37,3 milioni a 29,7.
Tra le persone che lavorano tra i 18 e i 64 anni il 10,3% è a rischio di povertà, una situazione che riguarda circa 2,4 milioni di persone. Tra i giovani occupati di 20-29 anni l’incidenza sale al 12%, pari a 349mila individui. Le famiglie con persona di riferimento operaia registrano un’incidenza della povertà assoluta pari al 15,6%, mentre tra dirigenti, quadri e impiegati la quota scende al 2,9%. Dati questi che rifletteranno un rischio di povertà anche al momento della conclusione della propria vita lavorativa con prestazioni pensionistiche, calcolate in futuro completamente con il sistema contributivo, inadeguate.
Secondo i dati Inps riferiti al 2024 In Italia ci sono oltre 16,3 milioni di pensionati, con importi medi mensili lordi di 2.142 euro per gli uomini e 1.595 euro per le donne, per una media complessiva di 1.861 euro (dividendo i 22.331 annui medi lordi registrati per uomini e donne per 12 e non per 13 quindi inglobando la tredicesima su base mensile). In pratica il reddito medio da pensione attuale è solo leggermente inferiore alla retribuzione lorda media annua nel settore privato che si attesta a 24.486 euro, ma con profonde asimmetrie.
Il gender pay gap raggiunge il 29,1%: gli uomini percepiscono in media 8mila euro in più all’anno rispetto alle donne (27.967 euro contro 19.833 euro). Il divario generazionale non è da meno: a parità di qualifica, i lavoratori junior (20-34 anni) guadagnano il 39,8% in meno rispetto ai senior (over 50), quasi 11.880 euro in meno all’anno.
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