“Quasi la metà dell’economia non osservata è localizzata nel Nord Italia, circa un terzo nel Mezzogiorno. Se rapportata al valore aggiunto di ciascuna area, l’incidenza è inferiore al 10 per cento al Nord e superiore al 16 nel Mezzogiorno”. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno di Studi 2025-26 della Scuola di polizia economico-finanziaria di Roma.
“Il lavoro sommerso – ha osservato Panetta – alimenta lo sfruttamento e penalizza le fasce più vulnerabili della popolazione, spesso costrette ad accettare condizioni di vita e di lavoro degradanti e prive di tutela. L’azione delle mafie, fondata su violenza e intimidazione, compromette la libertà di impresa, ostacola la partecipazione civica e indebolisce la fiducia nelle istituzioni”.
I costi indiretti, ha osservato Panetta, “sono anch’essi rilevanti: l’economia irregolare distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, scoraggia gli investimenti in capitale umano e fisico e rende il territorio meno attrattivo per iniziative imprenditoriali, nazionali ed estere. Deprime inoltre la produttività delle imprese e riduce la crescita potenziale del Paese. I territori dove la criminalità organizzata è più radicata registrano ritardi nello sviluppo, un più basso livello di occupazione e un minore dinamismo imprenditoriale. Nel medio e nel lungo periodo, essi subiscono una perdita di prodotto pro capite stimata nel 16 per cento”.
Per il numero uno di Via Nazionale, “la diffusione dell’economia irregolare riflette un intreccio complesso di fattori economici, istituzionali e culturali. Incidono la complessità delle norme e l’onerosità del prelievo fiscale, peraltro in un tessuto produttivo frammentato. Una maggiore inclusione finanziaria e condizioni equilibrate di accesso al credito rendono invece l’informalità meno attraente. Restano decisivi il senso civico e la credibilita’ delle istituzioni”.
“I territori dove la criminalità organizzata è più radicata registrano ritardi nello sviluppo, un più basso livello di occupazione e un minore dinamismo imprenditoriale.
Nel medio e nel lungo periodo, essi subiscono una perdita di prodotto pro capite stimata nel 16%”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, nel suo discorso all’inaugurazione del nuovo anno di studi della scuola di Polizia Economico-Finanzia.
Leggi anche:
Economia irregolare vale 218 mld e 10% Pil, al Sud sale oltre 16% (Panetta)
Governatore: 4.600 casi di operazioni sospette con token nel 2025 (2)
Fisco, evasione scesa di un terzo dal 2011 (Il Sole 24 Ore Radiocor) (3)

