La prevenzione come leva “cruciale” per la sostenibilità del welfare: riduce i costi sistemici, migliora gli esiti di salute e consente alle persone di esprimere il proprio potenziale.
Evidenze internazionali stimano fino a 14 euro di ritorno per ogni euro investito in sanità preventiva. Nonostante ciò, nel 2024 solo il 5,6% della spesa sanitaria pubblica è stato destinato alla prevenzione (7,7 miliardi su 137,4).
È quanto emerge dal rapporto 2025 del Think Tank “Welfare, Italia”, iniziativa promossa da Unipol in collaborazione con Teha Group presentato nel corso del Forum “Welfare, Italia” dal titolo “Capitale Umano: la nuova leva della competitività nazionale”.
Il rapporto invita a potenziare screening, vaccinazioni, accesso tempestivo a terapie innovative, sviluppare percorsi di invecchiamento attivo e favorire modelli organizzativi e tecnologici che supportino la continuità della cura.
I rischi per la salute stanno aumentando.
Il Lancet Countdown on Health and Climate Change 2025, pubblicato su The Lancet, mostra che tredici dei venti indicatori che monitorano i rischi per la salute hanno raggiunto livelli senza precedenti, evidenziando una crisi che mette in pericolo vite, salute e mezzi di sussistenza.
Lo studio, coordinato da University College London in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità e finanziato da Wellcome Trust, ha coinvolto 128 esperti di 71 istituzioni di ricerca e agenzie ONU.
Il gruppo sull’impatto sanitario e le vulnerabilità, guidato da Ollie Jay del Heat and Health Research Centre dell’Università di Sydney, ha contribuito con venti indicatori, il numero più alto tra i cinque gruppi di lavoro del rapporto.
È urgente! Si può mettere la salute al centro per limitare danni e costruire un futuro vivibile

