“La seconda edizione degli Stati Generali rappresenta l’occasione per riaffermare, con rinnovata determinazione, l’impegno a non arrendersi di fronte a incidenti e decessi sul Lavoro. È una sequela quotidiana che ci richiama, drammaticamente, ogni giorno, a quanto sia urgente intervenire”. Un altro passaggio, questo, del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio inviato “Un Lavoro – ha aggiunto – non è vero se non è anche sicuro. La garanzia della attuazione di questo principio – ha quindi sottolineato – richiede l’impegno congiunto di istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali: un’alleanza capace di superare le differenze per perseguire obiettivi condivisi”.
Sulla sicurezza sul lavoro “i recenti dati delineano una situazione intollerabile per un Paese che riconosce nel lavoro il principio cardine della propria identità repubblicana.
Disponiamo di una legislazione tra le più avanzate d’Europa, ma l’Italia si confronta ancora con statistiche drammatiche che impongono l’urgenza di estendere il piano normativo e sanzionatorio. La tutela della vita nei luoghi di lavoro passa infatti attraverso la diffusione di una cultura orientata alla prevenzione. Una cultura che promuova l’osservanza delle regole, la conoscenza dei diritti, dei doveri e dei rischi connessi alle mansioni svolte”. Così ancora il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nell’indirizzo di saluto in apertura della manifestazione.
“E’ un incontro – ha fatto rilevare – che rinnova la ferma volontà delle Istituzioni di mantenere alta l’attenzione su un tema di assoluto rilievo civile e sociale. L’incolumità dei lavoratori non è solo un dovere inderogabile. E’ anche un diritto che va sempre protetto, senza alcuna eccezione”.
Per Fontana “un cambiamento così profondo deve realizzarsi a partire dai banchi di scuola. Occorre educare le nuove generazioni a riconoscere le situazioni di pericolo e ad adottare comportamenti responsabili per prendersi cura di se stessi e degli altri. E’ qui che si formano i professionisti del domani. Sono loro che un giorno entreranno negli uffici, nei cantieri e nelle fabbriche”.
La tutela della vita nei luoghi di lavoro “passa attraverso la diffusione di una cultura orientata alla prevenzione. Una cultura che promuova l’osservanza delle regole, la conoscenza dei diritti, dei doveri e dei rischi connessi alle mansioni svolte”. “Un cambiamento cosi’ profondo – ha spiegato – deve realizzarsi a partire dai banchi di scuola. Occorre educare le nuove generazioni a riconoscere le situazioni di pericolo e ad adottare comportamenti responsabili per prendersi cura di se’ stessi e degli altri. E’ qui che si formano i professionisti del domani. Sono loro che un giorno entreranno negli uffici, nei cantieri e nelle fabbriche”.
Previste nel programma della manifestazione a presentazione della serie Rai Fiction – Anele ‘L’altro ispettore’, una lettura dell’attore Alessio Vassallo e la condivisione delle storie di lavoratrici e lavoratori vittime di infortuni e familiari dei caduti sul lavoro.
“Quella di vittime e infortuni sul lavoro è la grande emergenza dimenticata del Paese – afferma Chiara Gribaudo, presidente della commissione d’inchiesta sulle condizioni sul lavoro in Italia.
“Oggi abbiamo l’opportunità di dimostrare che le istituzioni sanno ascoltare, dialogare e decidere insieme. Non sprechiamola. Il vero obiettivo è che queste giornate non siano l’ennesimo convegno, ma l’inizio di un cambiamento reale. Come ha detto il Presidente Mattarella nel messaggio che ho avuto l’onore di leggere, occorre un’ ‘alleanza per la sicurezza sui luoghi di lavoro”. Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, all’apertura degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro. “Questa edizione tratta diversi temi. Da quello della giustizia, che ci viene chiesta dai famigliari delle vittime, alla formazione, con cui ci eravamo salutato l’anno – ha proseguito la deputata – Un’intera giornata è infatti dedicata alle scuole, alle università, a questi ragazzi e ragazze, specie a quelli impegnati nei percorsi di formazione lavoro, che devono essere esperienze formative dove il rischio deve essere nulla di diverso dallo zero”.
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