I lavoratori tra i 50 e i 64 anni rappresentano ormai quasi quattro occupati su dieci: nel secondo trimestre 2025 hanno raggiunto i 9,2 milioni, diventando il gruppo più numeroso nel mercato del lavoro.
La situazione appare stabile per i lavoratori tra i 35 e i 49 anni, mentre gli over 50 si confermano il motore del mercato del lavoro, registrando una crescita nel tasso di occupazione che raggiunge il 66,5 per cento, con un incremento di due punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2024.
Ampliando l’osservazione agli ultimi 20 anni, il loro tasso di occupazione è cresciuto in modo costante, passando dal 42 per cento del 2004 al 66,5 per cento attuale: un progresso di oltre 24 punti percentuali. Per questa classe di lavoratori il divario di genere si è ridotto: gli uomini hanno un tasso di occupazione del 77 per cento, mentre le donne sono salite al 56,3 per cento, con un incremento di oltre nove punti negli ultimi dieci anni.
La maggior parte degli over 50 è occupata con contratti a tempo indeterminato, in particolare nei servizi pubblici e sociali (pubblica amministrazione, istruzione, sanità), dove si registra anche una forte presenza femminile. I contratti a termine sono poco diffusi e concentrati soprattutto nel terziario, a conferma che in questa fascia di età prevale la stabilità occupazionale.
Dal punto di vista territoriale, gli occupati over 50 sono più presenti al Nord, che raccoglie oltre la metà dei dipendenti e circa la metà degli autonomi; seguito dal Mezzogiorno e dal Centro.
Quanto alla posizione professionale, circa tre quarti sono lavoratori dipendenti (7,1 milioni), mentre gli indipendenti rappresentano poco meno di un quarto (2,1 milioni).
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