Nel 2024 sono stati forniti 771 milioni di servizi completamente digitalizzati. 30 milioni sono gli accessi ai servizi nei primi sei mesi del 2025 tramite la nuova App INPS mobile, utilizzata abitualmente da circa 6 milioni di cittadini. Sono questi alcuni dei dati principali del XXIV Rapporto annuale INPS, illustrato alla Camera dei deputati dal Presidente Gabriele Fava alla presenza del Vicepresidente di Montecitorio, Giorgio Mulè, e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.
A trainare la crescita degli assicurati è soprattutto il lavoro dipendente privato, mentre il lavoro autonomo tradizionale (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) continua la sua lenta contrazione. Rilevante è anche la dinamica del Mezzogiorno, dove gli assicurati crescono del 7,4% tra il 2019 e il 2024.In parallelo, aumentano l’occupazione femminile (+ 6,7%) e quella giovanile (+11,2%), con oltre 719 mila giovani in più dal 2019, pur restando critico l’accesso stabile al lavoro.
Sul fronte previdenziale, l’indicizzazione ha protetto il potere d’acquisto, mentre l’introduzione di algoritmi di Intelligenza Artificiale ha permesso all’Istituto di ridurre i tempi di lavorazione delle pratiche e di rafforzare i controlli contro le indebite percezioni.
La nuova fase di crescita si legge anche nel flusso delle nuove pensioni: nel 2024 ne sono state liquidate 1,57 milioni, il 4,5% in più rispetto al 2023, con un calo delle pensioni anticipate e un aumento di quelle di vecchiaia e delle prestazioni assistenziali.
Il Rapporto ribadisce inoltre la natura redistributiva del sistema pensionistico italiano, che riduce le disuguaglianze grazie alle integrazioni al minimo e all’indicizzazione piena per gli assegni bassi. Sul versante delle famiglie crescono le misure di sostegno alla genitorialità: più domande di congedo parentale grazie all’indennità all’80%, decontribuzione mamme per rafforzare il potere di acquisto delle retribuzioni e un Bonus Asilo Nido che alleggerisce i costi per oltre 500 mila famiglie. L’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto Formazione Lavoro (SFL) registrano una partecipazione al mercato del lavoro più che raddoppiata degli ex percettori di reddito di cittadinanza.
Fonte: Agenzia di stampa Ansa

