Sebbene rappresentino la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 51%), le donne percepiscono il 44% dei redditi pensionistici, ovvero 161 miliardi di euro contro i 204 miliardi degli uomini: l’importo medio lordo mensile è aumentato del 4,4%, 2.180,93 per i gli uomini, 1.610,36 per le donne.
Secondo il Rapporto annuale dell’Inps appena presentato le donne hanno un’età effettiva di uscita più alta di un anno e cinque mesi rispetto agli uomini, soprattutto a causa delle carriere lavorative più brevi e delle difficoltà di accesso alla pensione anticipata e hanno una pensione media molto più bassa. Gli uomini hanno in media un reddito da pensione di 2.142,60, superiore del 34% al reddito medio da pensione delle donne (1.594,82 euro). Il dato fa riferimento ai pensionati e non ai singoli trattamenti e tiene conto di tutte le prestazioni pensionistiche ricevute.
In generale cresce ancora l’età media effettiva di pensionamento con la stretta sulle uscite anticipate dal lavoro: in media l’età effettiva di pensione è passata tra il 2023 e il 2024 da 64,2 anni a 64,8 ma se si guarda agli ultimi trent’anni, grazie ai numerosi interventi di riforma, l’età è aumentata di sette anni.
Il presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, ha assicurato che “il sistema è solido” ma ha anche sottolineato la necessità di allargare la base occupazionale a fronte di una tendenza demografica che porterà alla riduzione della forza lavoro orientando sempre di più verso l’attività i giovani e le donne e incentivando a restare al lavoro chi ha i requisiti per il pensionamento anticipato.
Il tasso di occupazione in Italia, infatti, è a livelli record per il nostro Paese, ma resta ancora in fondo alla classifica Ue soprattutto a causa del basso tasso di attività delle donne. Il Governo attraverso la ministra del Lavoro, Marina Calderone, sottolinea che le ricette sul lavoro “stanno dando i frutti sperati” con un “circolo virtuoso che si riflette anche sulle entrate fiscali e contributive”.
Un maggior tasso di occupazione delle donne dovrebbe nel lungo periodo ridurre il divario sul reddito da pensione anche se questo non dipende solo dagli anni di lavoro ma anche dalle retribuzioni che si percepiscono. Se in media nel complesso le pensioni degli uomini sono superiori del 34% su quello delle donne guardando solo a coloro che sono andati in pensione anticipata l’importo per i maschi è maggiore del 22,94% di quello delle femmine.
Fonte: Agenzia di stampa Ansa

