E’ ancora presto per parlare di misure difensive, ma la Commissione europea ha avviato un esercizio sistematico per monitorare eventuali aumenti anomali delle importazioni nell’Ue, in particolare a seguito di deviazioni commerciali causate dai dazi imposti da Paesi terzi.
In particolare si vuole evitare che i prodotti cinesi che non trovano piu’ spazio negli Stati Uniti inondino il mercato europeo.
L’obiettivo della task force – lanciata la scorsa settimana – e’ rilevare se l’incremento delle importazioni possa danneggiare l’industria europea e, in tal caso, raccogliere prove per un’eventuale risposta proporzionata e basata su dati oggettivi.
“Non e’ un esercizio accademico”, hanno chiarito i funzionari della Commissione, ma uno strumento pensato per orientare le valutazioni politiche e commerciali future.
La prima analisi si basa sui dati doganali da gennaio ad aprile 2025, confrontati con lo stesso periodo del 2024. Sono stati individuati 555 codici doganali a otto cifre – una classificazione molto granulare – che mostrano segnali potenzialmente critici.
Tra i settori piu’ colpiti risultano le industrie ad alta intensita’ energetica, il tessile e l’agroalimentare.

