Mercato del lavoro in Italia, come  sta andando? Fase di recupero per le retribuzioni contrattuali (2)

Confermata la fase di recupero delle retribuzioni contrattuali, all’interno di una tendenza di lungo periodo che vede i salari in Italia rimasti sostanzialmente stagnanti per tre decenni: crescita dell’1% a fronte del 33% medio dell’area OCSE. È quanto evidenzia il Rapporto CNEL secondo cui si registra una forte concentrazione della copertura contrattuale, che contrasta fortemente con la frammentazione numerica dei contratti collettivi nazionali di lavoro registrati presso il CNEL.

Il Rapporto conferma che pratiche di dumping contrattuale sono diffuse in specifiche aree geografiche e in specifici settori produttivi, con particolare rilevanza nel terziario di mercato dove si registra una presenza di contratti collettivi in aperta competizione con quelli sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.

Va infine tenuto conto che i rinnovi contrattuali del 2024 hanno cercato di bilanciare la necessità di tutela dei lavoratori con le esigenze di una più produttiva organizzazione del lavoro, con l’emergere di prime forme di regolazione dei sistemi di intelligenza artificiale, anticipando quella che sarà probabilmente una delle sfide centrali della contrattazione futura e mostrando la capacità del sistema di relazioni industriali di intercettare i cambiamenti tecnologici.

Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente piu’ rappresentative sono applicati a oltre il 96% dei dipendenti del settore privato (esclusi “agricoltura” e “lavoro domestico e di cura”) censiti dall’Inps per mezzo del flusso uniemens e al 100% dei dipendenti del settore pubblico contrattualizzati censiti dalla Ragioneria Generale dello Stato per mezzo del Conto annuale delle amministrazioni pubbliche. E’ quanto emerge dall’analisi contenuta nel Rapporto Cnel sul mercato del lavoro e la contrattazione collettiva. (AGI

Un esercizio svolto sul settore metalmeccanico e su dati tratti dal flusso informativo uniemens mostra che i primi quattro CCNL si applicano a più del 98% dei lavoratori del settore. I CCNL depositati, ripartiti per settore, che risultano applicati ad almeno l’1% dei dipendenti censiti nel settore attraverso le dichiarazioni uniemens: sono 7 nel settore chimici, 4 nel settore meccanici, 7 nei tessili, 6 negli alimentaristi, 10 nell’edilizia, legno e arredamento, 9 nei trasporti.

Dall’analisi contenuta nel Rapporto CNEL emerge inoltre che i CCNL sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sono applicati a oltre il 96% dei dipendenti del settore privato (esclusi “agricoltura” e “lavoro domestico e di cura”) censiti dall’INPS per mezzo del flusso uniemens e al 100% dei dipendenti del settore pubblico contrattualizzati censiti dalla Ragioneria Generale dello Stato per mezzo del Conto annuale delle amministrazioni pubbliche.

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