È da poco trascorsa la Festa del Papà e per conferire senso a questa ricorrenza sarebbe opportuno estendere lo sguardo, riflettendo su come la paternità sia tutelata e supportata.
In Italia il congedo di maternità retribuito al 100% dura 5 mesi, il congedo di paternità solamente 10 giorni e un padre su tre non ne fruisce. Tuttavia, sebbene sembri un dato scoraggiante, è comunque in crescita il numero di papà che desiderano essere partecipi della vita dei figli a partire dal momento della nascita.
Tra il 2013 e il 2022, infatti, l’utilizzo del congedo di paternità è cresciuto in modo significativo, passando dal 19,2% degli aventi diritto nel 2013 al 64,5% nel 2022 (dati diffusi dall’INPS e da Save the Children in occasione della Festa del Papà).
La disciplina del congedo di paternità
Il congedo di paternità obbligatorio, attualmente regolato dall’art. 27-bis del DLgs. 151/2001, prevede 10 giorni lavorativi di permesso (che diventano 20 in caso di parto plurimo), frazionabili in giorni ma non in ore, e coperti da contribuzione figurativa. Può essere goduto dal padre lavoratore tra i due mesi precedenti la data presunta del parto e i cinque mesi successivi, anche durante il congedo di maternità della madre.
Inoltre, il congedo di paternità obbligatorio può essere combinato con il congedo di paternità alternativo previsto dall’art. 28 del DLgs. 151/2001.
Una novità importante introdotta dal DLgs. 104/2022 è l’art. 31-bis nel DLgs. 151/2001, che prevede sanzioni per il rifiuto o l’ostacolo alla fruizione del congedo obbligatorio che vanno da 516 a 2.582 euro. Se tali comportamenti si verificano nei due anni precedenti la richiesta di certificazioni di parità di genere, inoltre, impediscono al datore di lavoro di ottenerle.
I fattori che determinano la fruizione del congedo
L’uso del congedo di paternità obbligatorio non è uniforme su tutto il territorio e il tipo di contratto, il reddito e le dimensioni aziendali influenzano la scelta dei padri: è ancora lunga la strada da percorrere per garantire una vera equa distribuzione delle responsabilità di cura tra madri e padri, obiettivo del congedo.
Infine, la Corte costituzionale è stata chiamata a esprimersi sulla legittimità dell’art. 27-bis del DLgs. 151/2001, poiché la norma non riconosce il congedo di paternità obbligatorio alle lavoratrici che sono secondo genitore in una coppia di donne, con un possibile conflitto con gli articoli 3 e 117 della Costituzione.
Uno sguardo agli altri Paesi
Nel giugno del 2019, l’Unione Europea ha adottato una direttiva che imponeva agli Stati membri di garantire, entro il mese di agosto del 2022, un congedo di paternità retribuito di almeno 10 giorni lavorativi.
La direttiva non obbligava gli Stati a introdurre il congedo di paternità, ma stabilisce che devono comunque offrire ai cittadini dell’UE la possibilità di usufruire di questo diritto, senza farlo dipendere dallo stato civile (sposato o meno) o dall’anzianità lavorativa. Il congedo è destinato al padre o, in alcuni Stati che lo prevedono, al secondo genitore in base alla normativa locale, come nel caso delle coppie omosessuali.
Per alcuni Paesi, l’effetto della direttiva è stato limitato, poiché già prima dell’adozione della legge erano previsti periodi di congedo di paternità più lunghi.
Francia
A partire dal 1° luglio 2021, il congedo di paternità in Francia è stato esteso da 11 a 25 giorni. Di questi, quattro giorni sono obbligatori e devono essere utilizzati subito dopo la nascita del bambino, in continuità con i tre giorni di congedo per la nascita. I restanti 21 giorni sono facoltativi, ma se richiesti, non possono essere rifiutati dal datore di lavoro. Devono essere richiesti con un preavviso di almeno un mese e goduti entro sei mesi dalla nascita del bambino.
Spagna
In Spagna, dal 1° gennaio 2021, il congedo di paternità retribuito è stato portato a 16 settimane, pari a quello di maternità. Le prime sei settimane devono essere godute obbligatoriamente subito dopo la nascita, mentre le restanti 10 settimane possono essere fruite entro l’anno di vita del bambino. Nel 2020, la durata del congedo di paternità era di 12 settimane, mentre nel 2019 era di 8 settimane.
Il congedo di paternità è un diritto non trasferibile: se il padre non utilizza le 10 settimane facoltative (in tutto o in parte), queste non possono essere trasferite alla madre.
Regno Unito
Nel Regno Unito, il congedo di paternità retribuito varia da un minimo di una settimana a un massimo di due. Non è possibile frazionarlo, quindi deve essere goduto in maniera continuativa.
Prospettive future
È stata recentemente presentata una proposta di legge che intende trasformare il concetto di genitorialità in Italia, introducendo un congedo paritario per i padri. La proposta non si limita a estendere l’indennità di maternità, ma intende promuovere un vero equilibrio nella gestione della cura dei figli, prevedendo ben cinque mesi di congedo di paternità. Attualmente, il disegno di legge è in fase di esame da parte delle commissioni competenti e sarà oggetto di un dibattito parlamentare nelle prossime settimane.
Eleonora Bruno
La Rocca e Associati S.p.A.

