Conti pubblici, i numeri in Italia

Quanto e come si spende per il welfare e previdenza?

“Nel 2023 l’Italia ha complessivamente destinato a pensioni, sanità e assistenza 583,712 miliardi di euro, con un incremento del 4,32% rispetto all’anno precedente (24,2 miliardi): la spesa per prestazioni sociali ha assorbito oltre la metà di quella pubblica totale, il 50,93%. Percentuale inferiore rispetto al 2022 (51,65%) ma soprattutto per effetto del notevole incremento delle spese in conto capitale”.

È uno dei passaggi del Dodicesimo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, presentato mercoledì 16 gennaio a Roma in diretta streaming dalla Sala della Regina della Camera dei Deputati.

Il rapporto analizza l’andamento della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi nelle differenti gestioni pubbliche e privatizzate, e il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati.

Uno degli aspetti critici evidenziati nel rapporto riguarda l’eccessiva commistione tra previdenza e assistenza, un fenomeno che si è accentuato negli ultimi anni, sottolinea il rapporto.

La spesa assistenziale è aumentata in modo esponenziale dal 2008 a oggi, arrivando a toccare i 164 miliardi di euro nel 2023, un valore che assorbe una parte significativa delle risorse destinate alla previdenza sociale. Nonostante questa crescita, però, i miglioramenti negli indicatori di povertà sono stati limitati, sollevando interrogativi sull’efficacia di questi interventi.

Nel 2023, la spesa pensionistica ha superato i 267 miliardi di euro, pari al 12,55% del PIL. Questo dato, sebbene significativo, è inferiore rispetto a quanto indicato da Eurostat e dalla Ragioneria Generale dello Stato, il che suggerisce una gestione più contenuta delle risorse destinate alle pensioni rispetto a quanto generalmente percepito.

Per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale anche nei prossimi decenni, il rapporto propone una serie di interventi strutturali. In primo luogo, è necessaria una revisione dell’età pensionabile e dei coefficienti di trasformazione, adattandoli all’aspettativa di vita. 

La limitazione delle forme di pensionamento anticipato, insieme alla creazione di incentivi per chi decide di lavorare più a lungo, è un’altra delle misure suggerite. In particolare, viene proposta l’introduzione di un “superbonus” per coloro che decidono di prolungare la loro carriera fino ai 71 anni, incentivando il lavoro più lungo e aumentando il volume delle contribuzioni previdenziali.

L’adozione di questi stabilizzatori automatici potrebbe rappresentare un passo fondamentale per evitare crisi sistemiche nel futuro, quando la popolazione anziana raggiungerà il suo picco intorno al 2045, con effetti potenzialmente devastanti per il bilancio previdenziale se non affrontati in tempo.

Rispetto al 2012, e dunque nell’arco di poco più di un decennio, la spesa per welfare è aumentata di 151,448 miliardi strutturali (+35%); aumento ascrivibile soprattutto agli oneri assistenziali a carico della fiscalità generale, cresciuti del 137,25% (+78 miliardi) a fronte dei ‘soli’ 56 miliardi della spesa previdenziale (+26,53%) e del 29,26% del Prodotto Interno Lordo.

Complessivamente, il costo delle attività assistenziali a carico della fiscalità generale è ammontato nel 2023 a 164,432 miliardi, con un aumento di 7,42 miliardi rispetto al 2022. 

Dal 2008, quando la spesa per assistenza ammontava a 73 miliardi, gli oneri a carico dello Stato sono più che raddoppiati, con un tasso di crescita annuo del 5,21%, addirittura di 3 volte superiore a quello della spesa per pensioni che sono però sorrette da contribuzione di scopo.

“I conti della previdenza italiana reggono, e dovrebbero farlo anche tra 10-15 anni, nel 2035-40, quando la maggior parte dei baby boomer nati dal dopoguerra al 1980 – coorti molto significative in termini pensionistici, data la loro numerosità – si sarà pensionata”.

In Primo Piano

Continua a leggere

Aumentano le morti sul lavoro nell’UE

Bruxelles – Nel 2024 sono morte 3.367 persone in incidenti sul lavoro nell’Unione europea, 45 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’1,4 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati di Eurostat, secondo cui nello stesso anno...

Minacce e attacchi informatici sul posto di lavoro per tre lavoratori su quattro nell’UE

Bruxelles – Tre dipendenti su quattro nell’Unione europea si sono scontrati con e-mail, messaggi o link sospetti sul luogo di lavoro. Sono i dati che emergono da un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi (30 settembre) dalla Commissione europea. Condotto...

How is the Mediterranean changing?

Spanish scientists and researchers from Europe and the US compiled data from 46 oceanographic campaigns carried out between 1976 and 2018 to study changes in the Mediterranean and the impact of climate change. Temperature, oxygen, pH, carbon and even the...