Bce: Salari crescono a ritmo sostenuto

Carovita in discesa nel secondo semestre secondo le previsioni del Bollettino Economico.

“A giugno l’inflazione sui dodici mesi è scesa al 2,5 per cento, dal 2,6 di maggio. I prezzi dei beni alimentari sono aumentati a giugno del 2,4 per cento, 0,2 punti percentuali in meno rispetto a maggio, mentre i prezzi dei beni energetici si sono mantenuti sostanzialmente stabili. Per quanto riguarda la componente dei beni e quella dei servizi, l’inflazione è rimasta invariata a giugno, rispettivamente allo 0,7 e al 4,1 per cento. Sebbene a maggio alcune di quelle relative all’inflazione di fondo abbiano registrato un modesto rialzo a causa di fattori una tantum, a giugno le misure sono rimaste per la maggior parte stabili o sono lievemente diminuite”. E’ quanto si legge nell’ultimo bollettino della Bce.

“L’inflazione interna resta elevata. I salari continuano a crescere a un ritmo sostenuto, compensando il passato periodo di alta inflazione. Salari nominali più elevati, in aggiunta alla bassa produttività, hanno contribuito alla crescita del costo del lavoro per unità di prodotto, che ha tuttavia segnato una certa decelerazione nel primo trimestre di quest’anno. Per effetto dello sfalsamento degli adeguamenti salariali e del notevole contributo dei pagamenti una tantum, è probabile che nel breve termine la crescita del costo del lavoro rimanga elevata”.

“Allo stesso tempo, i dati recenti sui redditi per occupato sono in linea con le aspettative e gli ultimi indicatori basati sulle indagini congiunturali segnalano una moderazione della dinamica salariale nel corso del prossimo anno. Inoltre, gli utili hanno registrato una contrazione nel primo trimestre, contribuendo a compensare l’effetto inflazionistico del più elevato costo del lavoro per unità di prodotto, e i risultati delle indagini suggeriscono che dovrebbero continuare a subire una flessione nel breve periodo”, sottolinea il bollettino Bce. “Ci si attende che l’inflazione oscilli intorno ai livelli attuali per il resto dell’anno, in parte a causa degli effetti base connessi all’energia, per poi scendere approssimandosi all’obiettivo nella seconda metà del prossimo anno, in conseguenza della più debole crescita del costo del lavoro, degli effetti della politica monetaria restrittiva perseguita dal Consiglio direttivo e del venir meno dell’impatto del passato aumento dell’inflazione. Le misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine sono rimaste sostanzialmente stabili, collocandosi prevalentemente intorno al 2 per cento”, conclude il bollettino Bce.

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