Il falso è una copia, è verosimile o è davvero un vero falso? Sono repliche, omaggi, contraffazioni o falsificazioni? Quesiti storici nel campo delle opere d’arte, terreni minati nel caveau digitale dell’informazione inquinato da “bufale” e fake news.
Ieri la prestigiosa agenzia di stampa americana Associated Press ha dato notizia della pubblicazione in rete di un video manipolato della candidata alla presidenza degli Stati Uniti Kamala Harris. Nel video a immagini e contenuti veri sembra qualcuno abbia associato un’altra voce. È successo, per davvero, un putiferio. Ma è satira, informazione o pubblicità?
La preoccupazione per per il vero e il falso in Internet ha provato a misurarla il Reuters Institute for the Study of Journalism, centro di ricerca e think thank oxfordiano.
Secondo gli analisti, il trend di crescita di tre punti percentuali che segnala preoccupazione del pubblico per le notizie online è ancora più alto nei Paesi dove si devono svolgere le elezioni politiche.
“La falsità è nel giudizio e non nell’oggetto” citiamo Cesare Brandi. È l’omologazione che viene fatta dal giudizio, questo è il punto sostanziale.
Cambiano le epoche, Falsi da interpretare.

