Permessi per attività di protezione civile in Emilia Romagna. Come sappiamo in questi giorni l’Emilia Romagna è stata colpita da un alluvione di grande severità che ha comportato allagamenti in tutta la regione con il conseguente bisogno di attivare la “macchina dei soccorsi” della protezione civile.
Tali organizzazioni sono composte sia da soggetti stabili che da volontari, i quali di volta in volta, quando accadono eventi calamitosi, possono essere convocati per prestare soccorso.
I lavoratori chiamati all’attività di volontariato possono richiedere una serie di permessi retribuiti:
- massimo di 30 giorni consecutivi estendibili per 2 volte all’anno (90 giorni annui). Tale periodo risulterebbe essere legato a quegli eventi calamitosi di origine naturale o provocati dall’uomo che per estensione debbono essere fronteggiati con mezzi straordinari (art. 7 D.lgs. n. 1/2018);
- massimo di 60 giorni continuativi ed estendibili per altre 2 volte (180 giorni annui). Tale periodo risulterebbe essere legato a quegli eventi calamitosi di rilevanza nazionale;
- massimo 10 giorni consecutivi ed estensibili altre 2 volte (30 giorni annui). Tale periodo risulterebbe essere legato a quegli eventi di addestramento e formazione pratica.
Il datore di lavoro deve approvare la richiesta di fruizioni di questi permessi, ma allo stesso tempo ha anche la possibilità di richiedere un rimborso spese direttamente all’ente di protezione civile territorialmente competente per ciò che l’azienda ha supportato durante il periodo di assenza del lavoratore. Si ricorda che al lavoratore spetta l’ordinaria retribuzione e il mantenimento del posto di lavoro.
Permessi per attività di protezione civile in Emilia Romagna.

