Cassazione Penale, Sez. IV, 31 maggio 2022, n. 21064. Con la Sentenza sez. IV, pen. 31 maggio 2022, n.21064, la Cassazione ha stabilito che, anche in caso di infortunio mortale, i datori di lavoro sono esenti da colpe nel caso in cui abbiano rispettato ed adempiuto regolarmente agli obbligo di sicurezza a loro carico, valutando in modo corretto i rischi e mettendo in atto le relative tutele.
Il fatto in esame riguarda il decesso di un lavoratore agricolo per iperpiressia da colpo di calore, occupato nell’attività di raccolta dell’uva all’interno dell’azienda.
Sia la Corte di Appello di Potenza che il GIP del Tribunale di Matera hanno assolto i rappresentati legali della società, a fronte della non colpevolezza generica o specifica a loro imputabile. In particolare, secondo i giudici i datori di lavoro hanno correttamente assolto gli obblighi di sicurezza a loro carico, ritenendo congrue le previsione adottate nel relativo DVR rispetto alle mansioni svolte dai braccianti agricoli occupati nel vigneto. Nello specifico, le suddette previsioni indicavano adeguate misure di miglioramento delle condizioni ambientali di rischio vale a dire limitare i tempi di esposizione a fattori sfavorevoli, dotare i lavoratori di adeguati indumenti di lavoro ed apprestare idonei locali o ripari per il ristoro degli addetti.
Inoltre, i giudici sulla base della congruità del DVR, hanno ritenuto assolti anche altri obblighi quali, ad esempio, quelli inerenti la predisposizioni del primo soccorso aziendale.
I Giudici di legittimità hanno quindi considerato innocenti i datori di lavoro in merito al sinistro mortale occorso al loro dipendente.
Cassazione Penale, Sez. IV, 31 maggio 2022, n. 21064

