Ape sociale, proroga al 2020: chi ne beneficia? L’APE sociale è una misura previdenziale introdotta dall’articolo 1 co. Da 179 a 186 della legge di Bilancio 2017; tale misura consiste nella possibilità di accedere in maniera anticipata alla pensione a tutti quei lavoratori che abbiano compiuto almeno 63 anni di età, siano o siano stati iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive o esclusive della stessa o alla gestione separata INPS, a patto che cessino l’attività lavorativa e non siano già titolati di pensione diretta.
Per poter accedere alla misura previdenziale occorre, inoltre, appartenere ad una delle seguenti categorie.
- stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o giustificato motivo oggettivo, o per scadenza del rapporto di lavoro a tempo determinato, con un periodo di lavoro dipendente di almeno 18 mesi nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
- soggetti che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, o che assistono un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti; anche in questo caso è necessaria un’anzianità contributiva di 30 anni.
- soggetti che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
- lavoratori dipendenti che svolgono, da almeno 7 anni negli ultimi 10 ovvero 6 negli ultimi 7 specifiche professioni per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.
Coloro che beneficiano della misura previdenziale otterranno un’indennità, per 12 mesi all’anno, senza percezione di tredicesima mensilità; l’ammontare dell’indennità dipenderà dal calcolo del trattamento pensionistico al momento dell’accesso al beneficio; se la pensione calcolata è inferiore a 1.500 euro, l’ammontare dell’indennità corrisponderà a tale cifra; nel caso invece in cui la pensione sia superiore all’importo di 1.500 euro, l’indennità risulterà pari a tale importo.
L’APE sociale non è compatibile con trattamenti di sostegno al reddito (NASpi). Esiste invece compatibilità con i redditi derivanti da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e con quelli derivanti da lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui, sempre a condizione che il richiedente risulti cessato dall’attività lavorativa prima della percezione dell’anticipo pensionistico a carico dello stato.
La durata massima è di 4 anni; corrisponde al periodo che intercorre tra l’accesso al beneficio previdenziale (63 anni) e il raggiungimento dell’età anagrafica richiesta per poter accedere alla pensione di vecchiaia (67 anni).
Ape sociale, proroga al 2020: chi ne beneficia?

