Pensionamento 2020: le diverse opzioni: con la legge di Bilancio 2020 si assesta il quadro dei canali di pensionamento attivabili nel 2020:
- Pensione di vecchiaia: per accedere alla pensione di vecchiaia, sarà richiesta un’età anagrafica di 67 anni e 20 di contribuzione; tale requisito anagrafico rimarrà immutato anche nel biennio 2021-2022. Per l’opzione contributiva saranno necessari 71 anni.
- Pensione anticipata: sono confermati, e per effetto della legge di Bilancio 2019 rimangono “congelati” fino al 2026, i requisiti per la pensione anticipata; indipendentemente dall’età anagrafica, sarà possibile il pensionamento con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
- Quota 100: immutata la combinazione età/anzianità contributiva (62 anni di età e 38 di contributi) che continuerà la sua sperimentazione all’interno del triennio 2019-2021.
Non possono accedere a quota 100 i lavoratori che si trovino in un programma di esodo, il personale militare delle Forze armate, il personale delle Forze di polizia e di polizia penitenziaria, nonché il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della Guardia di finanza.
- Opzione donna: è prevista una proroga dell’opzione di un anno, portando quindi il termine al 31 dicembre 2020. I requisiti sono rappresentati dall’avere un’anzianità contributiva pari ad almeno 35 anni e avere aggiunto almeno 58 anni di età anagrafica se dipendenti, elevanti ad almeno 59 anni se autonome.
Deve essere poi applicata la finestra mobile pari a 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome.
Nel caso di opzione donna la pensione è calcolata col metodo contributivo.
- APE: L’APE sociale, grazie alla previsione della legge di Bilancio 2020, viene differito di un anno, quindi fino al 31 dicembre 2020. Può accedervi chi matura il requisito di età (63 anni) tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2020 e allo stesso tempo rientri in una delle categorie previste dalla normativa; facciamo riferimento a:
Lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado con disabilità grave;
Lavoratori affetti da riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74 per cento;
Lavoratori che da almeno 6 degli ultimi 7 anni di lavoro, svolgono in maniera continuativa una delle 15 professioni difficoltose e rischiose elencate dalla normativa.
Agli appartenenti alle prime tre categorie è richiesta un’anzianità contributiva minima di 30 anni, che sale a 36 per la quarta.
Per le donne con figli è previsto uno “sconto contributivo” per l’accesso al beneficio, nella misura di 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi (APE sociale donna).
- Quota 41: ci riferiamo ai cosiddetti “lavoratori precoci”, cioè coloro che possono vantare 12 mesi di lavoro effettivo prima del diciannovesimo anno di età e che si trovano in uno dei seguenti “status”: disoccupato, invalido, caregiver, addetto a mansioni gravose o usuranti. Nelle ipotesi suddette esiste la possibilità di accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, prescindendo dal requisito dell’età anagrafica.
- Pensione di cittadinanza: rimane immutata anche per il 2020; può essere riconosciuta ai nuclei familiari i cui componenti abbiano almeno 67 anni o siano disabili gravi o non autosufficienti. Il trattamento erogato può essere pari sino ad un massimo di 780 euro al mese (se single, il sussidio è incrementato per ogni componente del nucleo familiare).
Pensionamento 2020: le diverse opzioni

