Pensioni, un fondo per uscite anticipate Rincari per le transazioni finanziarie Verso la manovra.
Intesa al vertice dei leader. Allo studio anche nuovi limiti all’indicizzazione. La Tobin Tax salirebbe .dallo 0,2 allo 0,4%. Più Ires per banche e assicurazioni.
Un fondo da qualche centinaio di milioni per finanziare nuove forme di pensionamento anticipato. È questa l’intesa trovata nel vertice dei leader di maggioranza in vista del Cdm di domani sulla manovra. Il governo valuta anche una stretta sulla rivalutazione delle pensioni. Il modello è quello del 2023-24 male percentuali di rivalutazione sono in via di definizione. Sempre in tema di coperture è allo studio un aumento della Tobin Tax e dell’addizionale Ires su banche e assicurazioni.
Fotina, Mobili, Parente e Trovati — Sole24Ore.
Pensioni, arriva un nuovo fondo per finanziare uscite anticipate
Manovra. Nel vertice di maggioranza intesa sulla previdenza: accantonamento di qualche centinaio di milioni per finanziare forme limitate di flessibilità in uscita. Nuovi limiti all’indicizzazione degli assegni
Continua il confronto con la Ue per utilizzare una quota di flessibilità per finanziare un aiuto alle famiglie sulle bollette di Gianni Trovati.
Un fondo da qualche centinaio di milioni per finanziare nuove forme limitate di pensionamento anticipato, da dettagliare una volta all’anno portata a casa l’ultima legge di Bílancio della legislatura.È questa l’intesa trovata nell’ennesimo vertice dei leader di maggioranza in preparazione di una manovra che, con ogni probabilità, dovrebbe arrivare al consiglio dei ministri questa settimana.
Prima della riunione di governo occorrerà mettere a punto altri tasselli, a partire dalle modalità di utilizzo della clausola di salvaguardia sull’energia, su cui continuano i negoziati con l’Unione europea, percorsi da un certo ottimismo di parte governativa. L’ostacolo più grosso, però, era domestico. Ancora una volta a ingombrare la strada verso la manovra era il capitolo previdenziale, con il veto posto dalla Lega la settimana senza misure sui pensionamenti anticipati, aveva chiarito il leader del Carroccio Matteo Salvini, il partito non avrebbe votato la legge di Bilancio.
Lo stallo intorno alla proposta leghista sull’opzione del pensionamento anticipato dei 64enni (con 36 annidi anzianità in una replica depotenziata della vecchia Quota 100) è stato superato, rinviando le decisioni a gennaio: come nel 2018, ma con meno soldi a disposizione, la manovra si limiterà ad appostare un fondo di qualche centinaio di milioni, per aprire canali di flessibilità in uscita a poche selezionate platee. A complicare il terreno previdenziale interviene però un’altra variabile. 11 castello delle coperture della manovra contempla anche un nuovo intervento sull’indicizzazione delle pensioni. Quando l’inflazione cresce, il meccanismo che aggancia gli assegni alla dinamica dei prezzi torna inevitabilmente di attualità, perché moltiplicai costi.
Di qui le ipotesi, confermate da più fonti, di tornare a lavorare di forbice sull’indirizzazione, in modo più profondo man mano che l’assegno si alza ll modello è quello utilizzato nel 2023-24, quando la rivalutazione piena fu garantita solo perle pensioni fino a quattro volte il minimo, mentre per gli importi più alti venne introdotto un meccanismo che scendeva rapidamente dall’85% per i trattamenti fra quattro e cinque volte il minimo giù fino al 32% previsto per le fasce più alte.
All’epoca, con l’inflazione galoppante per la guerra in Ucraina, la misura garantì coperture da 2,1 miliardi annui e poi da 4 miliardi annui nel biennio successivo.
Oggi l’inflazione non è a quei livelli, e anche l’obiettivo sarebbe più leggero, rientrando in quegli 1,7miliardi che l’ultimo programma di bilancio inviato a Bruxelles (Dpb) etichetta alla voce «altre spese» da ridurre.
Anche le percentuali di rivalutazione da assegnare alle varie fasce di assegni sono in via di definizione, in un ventaglio di ipotesi che dipendono dall’assetto complessivo della manovra. Ma non è difficile intuire la delicatezza politica di un intervento del genere, die pure tutelerebbe le rivalutazioni delle pensioni più basse e potrebbe ribadire qualche sostegno in più alle minime.
A occupare il vertice – a cui hanno partecipato la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i vicepremier Antonio Taj ani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi – è stato poi il dossier delle banche. Il set di misure è chiamato a raccoglieri 5 miliardi di euro messi in conto nel bilancio.
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Nello schema elaborato al vertice di ieri sera non troverebbe posto un nuovo aumento del fondo sanitario nazionale, che quindi dovrebbe seguire il percorso già previsto dai tendenziali di finanza pubblica l’anno prossimo si passerebbe quindi a 151,67 miliardi, dai 148,84 miliardi del 2026.
E sempre in tema sanitario c’è spazio anche a un possibile aumento del tetto di spesa sui dispositivi medici (dallo 0,20 allo 0,40% in più) per attutire l’effetto del payback a carico delle imprese del settore biomedicale. Al centro del confronto anche le misure per famiglie e ceto medio. Tra le ipotesi in campo, l’estensione dell’esenzione del bollo a tutte le prime auto di proprietà.
L’altro negoziato in corso viaggia fra Roma e Bruxelles. E punta a far entrare nella clausola di salvaguardia anche una quota di spesa corrente, per finanziare un aiuto diretto al pagamento delle bollette delle famiglie in condizioni economiche disagiate. Un’apertura europea permetterebbe di liberare per altre misure una parte dei 10,3 miliardi di coperture che animano il capitolo domestico della legge di bilancio.

