Nuovo esonero della Manovra 2026: giovani, donne e ZES (3)

Con i commi 153, 154 e 155 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), il legislatore introduce un nuovo incentivo contributivo finalizzato a sostenere l’occupazione stabile, con particolare attenzione ai giovani, alle lavoratrici svantaggiate e allo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno.

A tal fine, è autorizzata una spesa complessiva pari a 154 milioni di euro per il 2026, 400 milioni di euro per il 2027 e 271 milioni di euro per il 2028, configurata espressamente come limite massimo di spesa.

Le risorse sono destinate al riconoscimento di un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali (esonerabili) a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL.

L’agevolazione è riconoscibile per una durata massima di 24 mesi ed è riferita alle assunzioni a tempo indeterminato, nonché alle trasformazioni di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, limitatamente a personale non dirigenziale.

La definizione puntuale degli interventi agevolabili, dei requisiti soggettivi e oggettivi e delle condizioni di accesso all’incentivo è demandata a un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che dovrà assicurare il rispetto dei limiti di spesa autorizzati. In tale sede, il legislatore richiede espressamente di tenere conto della valutazione degli effetti occupazionali prodotti dalle precedenti misure di esonero contributivo introdotte dal Decreto Coesione (articoli 22, 23 e 24 del D.L. n. 60/2024).

In coerenza con questo approccio, il comma 155 prevede l’elaborazione di un progetto di valutazione della spesa, da inserire nell’ambito dei Piani di analisi e valutazione previsti dalla normativa di contabilità pubblica. Il progetto è affidato al Ministero del lavoro, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze – Ragioneria generale dello Stato, e si avvale del contributo di soggetti istituzionali qualificati, quali INPS, INAPP e CNEL, a conferma della centralità attribuita al monitoraggio degli effetti reali delle politiche occupazionali.

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