Sono in corso verifiche  sull’assegno di Inclusione 

Sono in corso i controlli sulle attività di lavoro dipendente che godono dell’Assegno di Inclusione (Adi).

Lo ha fatto sapere l’Inps con il messaggio numero 3624 del 31 ottobre.

 L’istituto ha avviato i controlli a giugno scorso per verificare il rispetto degli obblighi previsti.

Il Decreto-legge n. 48/2023 e il Decreto Ministeriale n. 154/2023 stabiliscono, infatti, che i beneficiari dell’Adi devono dichiarare tempestivamente ogni avvio di attività di lavoro dipendente o percorsi di politica attiva che prevedano indennità o benefici durante il periodo di fruizione dell’assegno.

“L’obbligo di comunicazione riguarda tutti i membri del nucleo familiare e deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio del lavoro o del percorso, utilizzando il modello “ADI-Com Esteso” (disponibile dal 18 marzo 2024)”.

In caso di mancata dichiarazione, l’erogazione dell’Assegno di inclusione viene sospesa fino alla presentazione del modello. Se la comunicazione non avviene entro tre mesi, il diritto al beneficio decade.

Non tutte le attività di lavoro influiscono sull’importo dell’Adi: se il reddito derivante dal lavoro è inferiore a 3.000 euro lordi annui, non incide sulla prestazione economica.

“Ogni importo che supera questa soglia è preso in considerazione per il calcolo del beneficio” avverte l’Inps.

Articoli precedenti.

Sono in corso verifiche  sull’assegno di Inclusione.

In Primo Piano

Continua a leggere

Quanti e pensiero

Per millenni a partire da Platone il sapere è stato un blocco unico. Poi è arrivata la rivoluzione di Galileo e Newton, e il mondo si è diviso in due: da una parte la scienza, focalizzata sul "come funzionano...

Il lavoro più difficile è fare i genitori

La fatica e la frustrazione fanno crescere figli sani, non le conoscenze digitali o l'Ai. L'ultima generazione all'appello, e la precedente, cioè gen Alfa e i loro fratelli maggiori della Z, sono stati tenuti buoni non occupandoli in attività 'collettive'...

Right to Repair Takes Effect: New Rules for EU Manufacturers and Consumers

Starting today, the European "right to repair" comes into force, aiming to extend the lifespan of household appliances, smartphones, and various electronics that, despite technical faults, can still be restored. This follows Italy's integration of the relevant EU legislation, designed...